Dolomiti, decibel e bandiere nere

Business is business. San Martino di Castrozza avrà il concerto di Giorgio Moroder, il grande padrino della disco music. Appuntamento domenica 7 aprile 2019 sulle Pale, a 2200 metri di quota, presso l’Alpe Tognola. A nulla è valso il no del Parco di Paneveggio richiesto di un parere, a nulla le conclusioni negative della valutazione d’incidenza del Servizio aree protette. In nessuna considerazione sono state tenute le criticità per i tetraonidi alpini (gallo cedrone e forcello) che vanno tutelati perché in via di estinzione in un’area già caricata dall’impatto antropico legato agli impianti di sci.

“Attraverso il concerto di Moroder si punta a offrire a turisti e residenti un concerto di elevatissimo livello, unico nel suo genere, capace di generare reddito e di incrementare la fama della stazione turistica facendo sfoggio di quello che può essere considerato il miglior balcone sulle Dolomiti”, si legge nella delibera della Giunta. “La protezione ambientale scavalcata dall’interesse” ha giustamente titolato L’Adige.it (http://www.ladige.it/territori/valsugana-primiero/2019/04/03/ok-moroder-tognola-protezione-ambientale-scavalcata). Ma non è la prima volta che nelle Dolomiti i parchi contano zero. Per avere autorizzato un evento di fuoristrada dentro al Parco Adamello Brenta ignorando un parere negativo del Parco stesso, l’Azienda di promozione turistica di Madonna di Campiglio e Val Rendena si vide tempo fa assegnare una bandiera nera da parte di Legambiente.

A nulla è valso il no del Parco di Paneveggio al concerto di Moroder. In apertura l’austero Cimon della Pala osserva in silenzio (ph. Serafin/MountCity)

Sui social il clima si arroventa. Grottesche vengono definite le motivazioni con le quali la Giunta ha dato il via libera al concerto di Moroder, in spregio al parere del Parco e dell’Ufficio Aree Protette che per l’appunto si erano dichiarati contrari. Nella delibera si dice tra l’altro che attraverso questo evento si può “Vivere l’essenza delle Dolomiti”. Davvero non c’erano altri posti dove far suonare Moroder, a cominciare dai contesti urbani? Davvero l’intera economia turistica della bellissima e affollata valle di Primiero dipende da questo unico evento? E’ questa l’essenza delle Dolomiti? E’ per questo tipo di eventi che l’UNESCO le ha inserite tra i siti patrimonio dell’umanità? I bene informati sostengono che la volontà politica di consentire l’evento c’era, e forte. E a giudicare dai commenti, chi governa in Trentino non ha voluto sentir ragione. “E’ evidente”, osserva Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness, “che alla Provincia di Trento i parchi interessano solo come cartolina, sono enti che servono a illudere un certo turismo attento solo all’immagine e privo di sostanza, specialmente culturale”. Legambiente quest’anno farà bene a tenere in serbo qualche bandiera nera in più. (Ser)

One thought on “Dolomiti, decibel e bandiere nere

  • 04/04/2019 at 17:59
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    Il presidente regionale del CAI del trentino alto Adige si è espresso?

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