Attività incompatibili, pronte le linee guida

Un codice per i grandi eventi musicali in montagna? Ci sta pensando, a quanto annuncia il 10 aprile 2019 il Corriere del Trentino, Giuliano Vettorato, assessore provinciale all’Ambiente sull’onda delle polemiche per l’annunciato concerto di Jovanotti a Plan de Corones. Sulla disputa tra Jovanotti e Messner interviene anche Mario Tonina, vicepresidente della Provincia di Trento. “In certi territori — dice — ci vuole rispetto, soprattutto se si tratta di aree di una certa delicatezza”. Per Tonina gli eventi in vetta necessitano di alcune regole. Per questo, fa sapere, a breve la giunta provinciale delineerà alcune linee guida. Di che cosa si tratta esattamente? Intanto la bozza fatta circolare (Linee guida finalizzate all’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani) riguarda solo le aree protette che tuttavia, in Trentino, rappresentano il 34%della superficie provinciale.

È ammessa, con autorizzazione del Parco, l’organizzazione e lo svolgimento di feste, sagre popolari e altre attività ludico-ricreative collettive, purché compatibili con la tutela dei valori del Parco. E viene fissato un numero massimo di partecipanti (più o meno di duecento?). In evidenza anche l’adozione di una carta etica della montagna trentina, sull’esempio di quanto elaborato da altre Regioni alpine (es. Regione Piemonte, Regione Val d’Aosta): un documento in cui fissare “alcuni principi ispirati all’esperienza, al senso civico ma anche al rispetto e al buon senso, considerati imprescindibili per puntare ad un’equilibrata e serena convivenza fra i diversi usi dell’ambiente alpino, volta al rispetto reciproco e a contemperare interessi diversi”.

Niente di nuovo sotto il sole, a quanto risulta. Il Consiglio della Provincia autonoma di Trento nella seduta dell’11 aprile 2018, su proposta della Consigliera Donata Borgonovo Re (PD), approvò una mozione che impegnava la Giunta provinciale ad aprire un approfondito e documentato confronto con le amministrazioni locali, con gli enti parco, con la Fondazione Dolomiti UNESCO, con l’Università, con le associazioni ambientaliste e di tutela della montagna per definire chiare ed il più possibile condivise linee guida per l’individuazione delle attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani. Mozione che venne approvata a maggioranza e che oggi viene per fortuna ripresa in considerazione.

Marcella Morandini

Favorevole a una carta etica a quanto risulta dai giornali locali del Trentino è Marcella Morandini, direttore della Fondazione Dolomiti Unesco. “Plan De Corones”, precisa tuttavia, “non è compreso nel patrimonio mondiale Unesco ed è un luogo altamente antropizzato, non una montagna vergine. Ma la discussione tra Messner e Jovanotti ha fatto nascere un dibattito a livello nazionale in merito a un tema che finora non era ancora stato sufficientemente approfondito da comunità locali, amministrazioni e da chi gestisce questo tipo di eventi. Mi riferisco alla necessità di riflettere ed educare i frequentatori alla diversità intrinseca della montagna, che rappresenta il suo vero valore. Non si può andare in montagna a cercare quello che si può trovare, anche in forma più estesa, in un contesto urbano. In montagna si deve cercare ciò che solo la montagna può offrire: il silenzio, il museo di Messner, lo sci e le attività proprie dell’ambiente montano. Non credo sia opportuno importare la discoteca in alta quota. Questo non significa vietare i concerti, ma essere consapevoli che la montagna è altro. Poi è chiaro che la responsabilità della decisione sta alle singole amministrazioni. Mi piace l’idea di una sorta di carta etica che non deve avere un approccio vincolistico, ma far riflettere sul tipo di offerta in senso ampio che si vuole proporre in un contesto come quello delle Dolomiti o della montagna italiana”.

“Bisogna lavorare”, conclude Marcella Morandini, “sulla consapevolezza delle comunità perché queste eccellenze ambientali siano un elemento di valorizzazione socio economico dei territori, ma a patto che vi sia abbinato un approccio di tutela attivo: azioni di sviluppo e governo che siano fortemente improntate alla sostenibilità e alla qualità dell’offerta turistica e culturale”.

Commenta la notizia.