Val Rosandra. Il 25 Aprile dell’alpinismo triestino

In occasione del 25 Aprile, anniversario della liberazione d’Italia, tre triestini, soci dei principali sodalizi alpinistici locali, la Società Alpina delle Giulie, il CAI XXX Ottobre e lo Slovensko Planinsko Društvo, si recheranno in Val Rosandra per deporre una corona d’alloro alla memoria dei giovani scalatori caduti lottando contro il nazifascismo. Alla cerimonia in programma mercoledì 24 partecipano i giornalisti e scrittori Paolo Rumiz e Dušan Jelinčič (primo cittadino del Friuli-Venezia Giulia a salire un Ottomila), e di Livio Isaak Sirovich, autore del best seller “Cime irredente – un tempestoso caso storico-alpinistico” recentemente ripubblicato da edizioni Cierre, con una corposa integrazione. Parte di questa integrazione riguarda proprio le vicende di alcuni giovanissimi rocciatori locali, italiani e sloveni, che settantacinque anni fa diedero la vita in nome della libertà. Ragazzi che, a differenza di altri alpinisti combattenti (Cassin, Ratti, Castiglioni, Soldà, Tissi, Chabod, Jervis, Mila, Gasparotto, per citarne solo qualcuno), e altri triestini caduti nella Grande Guerra (su tutti il nome di Ruggero Timeus, ricordato anche da scuole e vie), sarebbero finiti completamente nell’oblio se non fosse stato per “Cime irredente” (nel corso di una cui presentazione è stata annunciata l’iniziativa) e, in precedenza, per alcune pagine di Spiro Dalla Porta Xydias in “I Bruti di Val Rosandra”, un gruppo che ai tempi dell’Adriatisches Kuestenland pagò un pesante tributo di sangue, a partire da Ezio Rocco, il più forte arrampicatore della generazione seguita a Emilio Comici.

Ezio Rocco dei “Bruti di Val Rosandra” che pagarono un pesante tributo di sangue nella lotta al nazifascismo (foto tratta da “Cime irredente” di Livio Isaak Sirovich). In apertura uno scorcio della Val Rosandra.

La corona verrà apposta in val Rosandra sulla parete del Crinale, al primo chiodo della “Via dei Bruti”, a una decina di metri di altezza. Gli organizzatori spiegano che si tratterà di una cerimonia privata (anche se ogni partecipazione, individuale o di gruppo, sarà molto gradita) intesa a tributare memoria e riconoscenza, come recita il comunicato ufficiale “ai ragazzi caduti per la libertà”.

“Nel ’900 queste terre hanno patito divisioni e sofferenze, costate tante vite”, prosegue il comunicato. “A tutti va tributata una rispettosa pietà, anche a chi, in buona fede, combatté per cause sbagliate. Il ricordo va comunque a tutte le vittime di tragici redde rationem e in particolare alle vittime innocenti di persecuzioni e vendette. A quanti hanno combattuto per la libertà e la giustizia, anche la nostra profonda riconoscenza”. Senza contrapporsi a nessuno, dunque, l’iniziativa vuole sottolineare la necessità di cercare l’incontro e il dialogo, virtù vitali in terre di compresenze e di diversità, che vanno promosse e sostenute in primis da quanti considerano la montagna qualcosa che affratella al di sopra di qualsiasi divisione.

Luciano Santin

One thought on “Val Rosandra. Il 25 Aprile dell’alpinismo triestino

  • 17/04/2019 at 11:21
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    Grazie della fin troppo generosa citazione! A onor del vero, la bellissima foto di Ezio Rocco (fucilato per rappresaglia dai nazisti il 1 settemvre 1944) era già stata pubblicata da Spiro dalla porta Xidias, amico e compagno di cordata di Ezio (è loro la prima invernale degli strapiombi nord del Campanile di Val Montanaia, PN, nel febbraio ’44).

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