Nutrirsi e sopravvivere in capo al mondo

Nello spazio il cibo deve essere piacevole, garantire agli astronauti la massima efficienza fisica e rispondere a rigidissimi standard igienici. Basta però con polveri, pillole e chimica. Ora anche gli astronauti richiedono materie prime di qualità, prodotti stagionali, alimenti della tradizione italiana e mediterranea, che permettano di contrastare, con i loro contenuti nutrizionali, i cambiamenti fisiologici indotti dalla lunga permanenza nello spazio. Come si devono invece alimentare gli alpinisti che salgono alle quote himalayane in un ambiente decisamente meno confortevole anche se non meno stressante di quello degli astronauti? Quando si affrontano condizioni di freddo e scarsità di ossigeno non bisogna dimenticare alcuni principi nutrizionali fondamentali per supportare il corpo in queste condizioni “estreme” e intraprendere la propria avventura con lo zaino organizzato nel migliore dei modi. Da qui è nata l’idea di Donatella Polvara di affrontare questo tema nel libro “Alimentazione in ambiente estremo” (ATS Catalani Editore, 142 pagine, 19,90 euro) dove l’autrice, biologa, nutrizionista, appassionata di montagna e di viaggi, membro del Comitato Scientifico del CAI Lombardia, mette a frutto le sue esperienze di viaggio e professionali, formulando suggerimenti sulla qualità e quantità dei cibi da assumere nelle varie situazioni.

Donatella Polvara

Vengono descritti dalla Polvara gli alimenti particolarmente utili per combattere il freddo. Ampio spazio viene dedicato ai cibi liofilizzati e precotti, ai carboidrati, agli integratori salini e a quelli calorici (barrette, carbogel, ecc.) che consentono di ridurre il peso da mettere nello zaino e di fare dei break veloci e di facile assimilazione. Il libro “Alimentazione in ambiente estremo” ripercorre anche la storia di come si sono alimentati gli esploratori del passato, e come si sono evolute le tecnologie alimentari adottate dagli uomini che hanno messo alla prova le loro capacità di adattamento nei tempi moderni. Diverse pagine sono dedicate alla storia e alle abitudini alimentari di popoli che vivono sulla catena himalayana o che vivono in ambiente polare (es. gli Inuit) accanto a interviste ad alpinisti esploratori e recordmen. Sull’alimentazione di base intervengono Oliviero Bosatelli, vincitore del Tor des Géants 2016, e il runner Massimo Magnocavallo, mentre per quanto riguarda l’alimentazione in alta quota sono state raccolte le testimonianze degli alpinisti Daniele Bernasconi, Maurizio Giordani, Danilo Calegari, Luca Schiera e Paolo Marazzi. Altre interviste riguardano Kristy Berington, Fiorenzo Blufer che spiegano come deve essere l’alimentazione in ambiente polare, e Stefania Valsecchi intrepida ciclista giramondo. (Ser)

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