Scienza incontra alpinismo. Scoperto il gene Cassin

Un gene “bussola” guida lo sviluppo dei neuroni che risiedono nel midollo spinale per mettere in collegamento il cervello al sistema periferico. La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano, guidati da Dario Bonanomi. Non c’è che da compiacersi per questo successo della ricerca scientifica made in Italy. Ma sorprendente per chi ha a cuore la montagna e l’alpinismo è la dedica di questa scoperta all’indimenticabile Riccardo Cassin (1909-2009), gloria dell’alpinismo di tutti i tempi. Gli scienziati hanno infatti voluto chiamare Cassin questo gene “bussola”, in memoria del famoso alpinista di cui quest’anno ricorrono i 110 anni dalla nascita e i 10 dalla scomparsa. “Come Cassin, si tratta di un gene ‘esploratore’”, spiega Bonanomi, biologo molecolare, a proposito della sua scoperta, “poiché capace di aprire una via, proprio come fanno gli alpinisti davanti a una parete rocciosa”.

“La scoperta, in un certo senso”, spiega ancora Bonanomi, “cambia un paradigma: si pensava che i neuroni ‘scegliessero’ di ricevere solo il segnale di interesse attraverso il cambio dei recettori di membrana espressi volta per volta lungo il percorso. Una strategia piuttosto dispendiosa in termini di tempo. Ora sappiamo che mantengono più recettori attivi e ricevono segnali anche contradditori, ma li ignorano filtrandoli in modo selettivo”.

Riccardo Cassin, di cui ricorrono i 110 anni dalla nascita e 10 dalla scomparsa avvenuta nel 2009, qui impegnato in una delle ultime scalate con il maglione rosso dei Ragni di Lecco di cui fu uno dei fondatori.

Lo studio, pubblicato su ‘Neuron’, risulta la conclusione di un progetto di ricerca avviato da Bonanomi presso il Salk Institute di La Jolla (California) dove lavorava prima di rientrare in Italia grazie a una borsa della Fondazione Giovanni Armenise-Harvard. Il percorso scientifico di Bonanomi prosegue ora dove è iniziato, all’Istituto Scientifico San Raffaele. Qui è diventato responsabile del nuovo Laboratorio di Neurobiologia Molecolare, finanziato dalla Fondazione Armenise-Harvard.

Bonanomi è il vincitore del Career Development Award del 2015 ed è tornato in Italia dagli Stati Uniti nel dicembre dello stesso anno. Suo compito è studiare i meccanismi molecolari che regolano la formazione delle complesse reti neurali nel nostro cervello. Non è azzardato intuire che nelle sue ricerche lo studioso metta a frutto la sua passione per le scalate compiute con determinazione e creatività: due fattori familiari a Cassin che violò per primo le pareti nord delle Jorasses, del Badile e delle Lavaredo. “Un alpinista”, osserva Bonanomi riferendosi a Cassin, “di cui non bastano i numeri a inquadrare la grandezza: 2500 scalate con 100 prime assolute, medaglia d’oro al valore atletico, Cavaliere della Repubblica, decorato con la croce al valore militare”.

Lo scienziato Dario Bonanomi, responsabile del nuovo Laboratorio di Neurobiologia Molecolare all’ospedale San Raffaele di Milano.

I risultati della ricerca di Bonanomi e della sua équipe sono stati pubblicati su Neuron in un paper dal titolo “p190RhoGAP Filters Competing Signals to Resolve Axon Guidance Conflictshttps://www.cell.com/neuron/fulltext/S0896-6273(19)30169-2#secsectitle0020. AUTORI: Dario Bonanomi, Fabiola Valenza, Onanong Chivatakarn, Matthew J. Sternfeld, Shawn P. Driscoll, Aaron Aslanian, Karen Lettieri, Miriam Gullo, Aurora Badaloni, Joseph W. Lewcock, Tony Hunter.

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