Quattro valdostani sfidano il Denali

Tra i 1200 alpinisti di ogni parte del mondo che tentano ogni anno il Denali in Alaska, metà dei quali costretti a rinunciare, una particolare attenzione merita François Cazzanelli che affronta la scalata in cordata con Francesco Ratti, Stefano Stradelli e Roger Bovard, tutti alpinisti valdostani. La partenza è fissata per il 12 maggio, il ritorno previsto il 12 giugno. Il gruppo ha il permesso per il Denali (conosciuto anche come Monte McKinley, 6.190 m), la più alta montagna del Nord America, e questo consentirà loro di poter salire tutte le altre montagne in libertà, senza bisogno di ulteriori autorizzazioni. Il Denali è comunque una montagna unica nel suo genere, flagellata dalle bufere, sempre in condizioni invernali, con temperature che scendono fino a 40 sotto zero. “La sfida principale”, racconta Cazzanelli, “sarà quella di arrampicarsi in stile alpino in condizioni climatiche estreme. Per portare a casa un risultato importante sono necessari condizione fisica eccellente, lavoro di squadra e una logistica perfetta. La nostra meta è la grande Catena dell’Alaska, relativamente ristretta ma molto lunga (circa 650 km). La nostra squadra si muoverà in totale autonomia sui ghiacciai del Denali National Park, con l’obbiettivo di esplorare alcune delle montagne più tecniche e impegnative di tutto il continente. Sicuramente nel nostro programma c’è una visita al Denali (grande montagna) che con i suoi 6.190 m è la cima più alta del continente ed è una delle famose e rinomate Seven Summit”.

François Cazzanelli, classe ’90, è autore del record di concatenamento delle quattro creste del Cervino (Hörnli, Furgen, Zmutt e Leone) in 16 ore e 4 minuti il 12 settembre 2018 migliorando di ben 7 ore il primato precedente del ’92 di Hans Kammerlander e Diego Wellig di 23 ore. In apertura il Denali (6.190 m) visto dal monte Foraker. Sito internet di Cazzanelli: www.francoiscazzanelli.com –  Facebook: https://www.facebook.com/francoiscazzanelli

Per la scalata al Denali la cordata di Cazzanelli tenterà la via più consona e sicura anche in base alle condizioni meteo, utilizzando uno stile leggero, veloce e flessibile. “Tenteremo una ripetizione di prestigio”, racconta Cazzanelli, “come può essere la diretta Slovacca (Adam-Krizo-Korl, 1984), oppure la Cassin (Cassin-Airoldi-Alippi-Canali-Perego-Zucchi, 1961)”. Stile leggero, veloce e flessibile anche per la vetta del monte Foraker, entrato nei sogni dei quattro alpinisti da qualche tempo e che può essere scalato nelle finestre più brevi e con i suoi 5.304 m è la seconda vetta più alta della catena dell’Alaska e la quarta più alta degli Stati Uniti. Numerosi i partner. Tra questi Salewa, Grivel, Suunto, Cébé, Cervinia Valtournenche – Ski Paradise, Dynafit, Wild Country, Garmin, Top1 Communication. Va sottolineato che il monte era chiamato Denali dai nativi athabaskani e tale nome era riconosciuto ufficialmente anche dallo stato dell’Alaska; fu ribattezzato “Monte McKinley” nel 1896 in supporto all’allora candidato alla presidenza statunitense William McKinley, poi eletto nello stesso anno 25° presidente degli Stati Uniti. Solo in tempi più recenti, il 31 agosto 2015, il presidente Barack Obama ha scelto di ripristinare il toponimo originario “Denali”.

Commenta la notizia.