Trenotrekking, la ricetta di “Orobie”

Il ritorno in auto può cancellare i benefici di un’escursione. Ore di coda eliminare il piacere di una giornata tra le montagne. La civiltà dell’automobile si è trasformata nell’inciviltà del traffico, delle marce a passo d’uomo che poggiano a terra non sulle suole ma sugli pneumatici. L’alternativa è semplice: il treno. Un presente possibile che è anche un ritorno a un recente passato, quando, ad esempio, negli anni ’50, alpinisti come Walter Bonatti, Tino Albani, Florio Casati, Vasco Toldo, Nando Nusdeo e tanti altri prendevano da Milano e da Monza il primo treno per Lecco per poter arrampicare in Grigna.

Ecco allora il senso della serata organizzata alla SEM di Milano per giovedì 9 maggio (vedere locandina). Una serie di proposte escursionistiche che prevedono l’impiego esclusivo di treni, autobus del trasporto pubblico, battelli e biciclette. A presentare gli itinerari, che ogni mese la rivista Orobie propone ai suoi lettori, sono lo scrittore e alpinista Ruggero Meles e l’esperto di mountain bike Gianfranco Ubbiali. Entrambi collaboratori di Orobie, ma soprattutto persone attente all’impatto ambientale del proprio tempo libero, per cui muoversi in libertà significa rinunciare appena possibile a volante e carburante.

Sono molti, ci verrà dimostrato, gli itinerari da percorrere a piedi o in mountain bike, al cui punto di partenza si arriva da Milano utilizzando i mezzi di trasporto pubblico. Da città come Lecco, Como, Sondrio, Bergamo, Varese, e tante altre si può poi partire direttamente con gli scarponi ai piedi, incamminandosi per sentieri. Anche caricare la bici sul treno è una soluzione che apre infinite possibilità lungo percorsi ricchi di testimonianze storiche, artistiche e naturali. L’invito è dunque quello di riscoprire luoghi che hanno interessanti storie da raccontare. Storie che solo un certo modo di muoversi aiuta a far proprie.

Gabriele Zerbi

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