Bivacco, anzi opera d’arte alla Biennale di Venezia

Un bivacco di sei metri quadrati strappato alle vette delle Dolomiti altoatesine diventa scrigno d’arte alla Biennale d’Arte di Venezia dall’11 maggio al 30 settembre 2019. E’stato installato nell’isola di San Servolo. L’idea è che rappresenti la vocazione di luogo aperto e transfrontaliero che caratterizza il Trentino Alto Adige e simboleggi il tema dell’accoglienza. La struttura è offerta da Reinhold Messner ed è dedicata a suo fratello, Günther, morto tragicamente al suo fianco durante la scalata del Nanga Parbat nel 1970. Il bivacco si trovava a 2500 metri di altezza, tra Austria e Italia, e ora fa parte del circuito espositivo del Messner Mountain Museum. Dopo Venezia e un breve periodo a Bolzano, Messner annuncia che lo porterà a Plan de Corones, a 2.275 metri, accanto al suo Museo della Montagna. La struttura ospita a Venezia sette opere e installazioni di cui sono autori Jacopo Candotti, Nicolo Degiorgis, Hannes Egger, Simon Perathoner, Maria Walcher, Julia Frank e Leander Schönweger. Merita una visita, senza dimenticare che bivacchi di questo genere, installati perlopiù da volontari del Club alpino, sono risorse dell’alpinismo e del turismo alle alte quote spesso mantenuti a prezzo di sacrifici quando, purtroppo, non vengono abbandonati a se stessi e si riempiono in modo indecente di spazzatura.

Commenta la notizia.