La pista ciclabile che allunga la vita

Se in un famoso spot degli anni ’90 era una telefonata che allungava la vita, adesso si potrebbe dire che sia una pedalata a farlo. Meglio se tutti i giorni: a tale scopo è però necessario avere un’infrastruttura che consenta a tutti, non solo ad appassionati e temerari, di andare in bicicletta nella propria città. Natalie Mueller, che ha condotto lo studio per ISGlobal, ha dichiarato sui giornali spagnoli che la correlazione tra la presenza e l’estensione delle piste ciclabili e l’utilizzo della bicicletta è evidente quanto scontata. Ciò che pochi comprendono è quanto tutto questo impatti sulla salute pubblica: incrementare del 25% le piste ciclabili urbane dovrebbe essere un obiettivo in agenda per ogni municipalità, secondo la Mueller, soprattutto in virtù dei risvolti economici.

Facendo degli esempi concreti, se una città come Barcellona disponesse di una pista ciclabile per ogni sua strada, tra gli incidenti evitati e l’effetto sull’atmosfera per il maggior numero di biciclette in circolazione, si risparmierebbero 250 vite ogni anno. Anche in una prospettiva più realistica di un incremento delle piste ciclabili del 10%, il vantaggio sarebbe evidente: 16 morti in meno all’anno, un rapporto costi-benefici pari a 35 ad 1. La correlazione più difficile da cogliere, in quanto apparentemente invisibile, è quella tra le morti premature dovute allo smog ed alla scarsa attività fisica (che può favorire l’insorgenza di patologie cardio-circolatorie e respiratorie) e l’abitudine ad andare in bici. La bici, anche senza essere praticata come sport, mantiene attivi ed in forma, oltre a contribuire a decurtare le emissioni di gas inquinanti. Il suo utilizzo innesca un circolo virtuoso i cui benefici si fanno sentire, specie sul lungo termine.

(da BiciTech, Newsletter 18 aprile 2019)

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