Passi duri per Francesca

Francesca Medici, giovane climber di Scandiano (RE), laureanda in Medicina presso l’Università di Parma, ha scalato il suo primo 8c. Teatro dell’esperienza la falesia del Covolo, Vicenza, dove Francesca si è fatta onore in “Na vida nomada”, probabile prima ripetizione femminile di questa via caratterizzata da 17 movimenti duri senza riposi intermedi con poi una parte più facile, quasi tutta su strapiombo di 40/45 gradi. Francesca aveva già provato “Na vida nomada” nel 2018 trovandola piuttosto congeniale all’approccio di scalata che predilige, passi duri su tacche piccole e ravvicinate. Qualche settimana fa, a quanto si apprende da un comunicato, è tornata a provare la via e dopo aver risolto l’allungo su uno svaso presente dopo la sequenza di tacche è riuscita a mettere insieme i passi e chiudere la via. Classe 1995, ha iniziato ad arrampicare a 5 anni. La sua passione per l’arrampicata è cresciuta con il tempo così da portarla a 14 anni a vincere la sua prima gara: da quel momento l’arrampicata, tra gli allenamenti indoor, i fine settimane in falesia e le competizioni, diventa parte integrante della sua vita. Atleta di interesse Nazionale sin dal 2011, ottiene importanti piazzamenti nel 2015 con la vittoria in Coppa Italia boulder e il raggiungimento del terzo posto in classifica generale coppa Italia sia per il boulder che per la combinata.

Il 2017 è l’anno delle grandi soddisfazioni sulla roccia, delle vie più dure e del consolidamento del grado 8b con altri due traguardi importanti: Rimorsi di Coscienza ( Narango – Arco) e Zonker – 8a on sight ( Terra di Mezzo). Sempre più determinata ad alzare la sua asticella, una volta chiusa la sessione estiva di esami, Francesca nel 2018 è tornata a provare Elephant Man, ad Arco, chiudendo il suo primo 8b+ , lavorato alcune settimane prima.

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