Brutto, anzi bello. Quando la meteo impazzisce

Ci rendiamo conto delle anomalie termiche solo quando nella regione in cui viviamo ci sono inusuali tempeste o nevicate. Il temporalone di mercoledì 22 maggio a Milano potrebbe rientrare in queste anomalie. In realtà finora il 2019 avrebbe già segnato 35 record per il caldo e solo due per il freddo. Il climatologo svizzero Maximilian Herrera ha spiegato al New Scientist che, secondo i modelli matematici, in un clima stabile, il numero di record di caldo e di freddo dovrebbe essere uguale. Il fatto che non sia così è un chiaro segnale che il clima sta cambiando. Questo si legge nei giornali bene informati.

Ciò che meno si legge è che le anomalie climatiche appaiono sempre più pregiudizievoli  per gli interessi economici. Ne è una prova la difficoltà di fornire previsioni meteorologiche credibili, come è avvenuto nel week end del 19 maggio nella Svizzera tedesca. Stefan Scherrer di Meteo-News ammette gli errori che hanno fatto arrabbiare molte persone. Erano state previste nuvole fitte, pioggia e temporali. Ma sabato da quelle parti è stato per lo più soleggiato e domenica ha piovuto molto meno di quanto annunciato. Insomma un pasticcio che sarebbe riconducibile, secondo il quotidiano ticinese “20 minuti”, alle differenze di bassa pressione e al soleggiamento già forte. “Le previsioni inaffidabili ci rendono la vita difficile”, conferma Roger Meier, amministratore del parco avventura di Atzmännig (San Gallo), che ricorda l’ultima domenica, data piovosa e invece per metà asciutta. In effetti maggio si rivela un mese difficile da decifrare per tutti. E sempre più ci si domanda: che ne sarà di noi in estate? (Ser)

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