Lasciate in pace i boschi

Isabella Bossi Fedrigotti

Seicento jeep scatenate per tre giorni nel cuore delle Dolomiti, a rombare sotto le Pale di San Martino, scorrazzando sui prati e nei boschi di un lembo incantevole del Trentino. Sembra una provocazione, visto che proprio nel 2019 ricorre il decimo anniversario della elezione di queste montagne a patrimonio universale dell’Unesco. Ma non lo è. Il Camp Jeep 2019, organizzato da Fca, che richiamerà qualche migliaio di persone da tutta Europa con i loro potenti fuoristrada, si terrà dal 12 al 14 luglio a San Martino di Castrozza, ai margini del Parco di Paneveggio e della sua foresta. L’annuncio sta suscitando polemiche che riguardano anche la giunta provinciale trentina del leghista Maurizio Fugatti. A ribadire la contrarietà al contestato evento, in un documento presentato nell’ultima seduta del comitato di gestione del Parco di Paneveggio Pale di San Martino, sono stati tre componenti dell’organismo: la presidente della Sat Anna Facchini, Ettore Sartori di Italia nostra (e rappresentante delle associazioni ambientaliste) e Nicola Chiavarelli, rappresentante del Comune di Primiero. Un testo, quello discusso nel corso della riunione, che ha sollevato un ampio dibattito. “Il Jeep camp”, è spiegato nel documento, “è un evento che chiede una attenta valutazione non solo del suo impatto ambientale, ma anche valoriale, il cui effetto è dirompente in termini di perdita di identità e funzione degli ambiti montani. Pur riconoscendo la necessità economica e sociale della fruizione turisticoricreativa e sportiva in ambiente naturale, riteniamo necessario mettere l’accento sul tema della distorsione culturale sottesa a questi eventi. Il nodo è quello già sollevato in più occasioni: la montagna usata come sfondo per una cultura urbana esclusivamente consumistica in aperto conflitto con quella alpina”.

Contraria all’evento si proclama ad alta voce anche Isabella Bossi Fedrigotti, firma illustre del Corriere del Trentino, in un intervento  del 14 maggio. “Nel caso si pensasse”, si chiede la scrittrice, “che l’evento possa contribuire a far conoscere meglio le bellezze del Trentino, che sia, insomma, un modo per lanciarle alla grande, magari anche sul piano internazionale, siamo sicuri che le seicento jeep libere di scorrazzare tra pini e abeti siano la maniera migliore per pubblicizzare le meraviglie delle nostre valli? Probabile piuttosto è che sia gli ambientalisti radicali sia i turisti normali si dicano che di jeep abbiano occasione di vederne già abbastanza nei loro luoghi di residenza senza bisogno di ammirare la forza dei loro cavalli anche nei boschi delle vacanze”.

One thought on “Lasciate in pace i boschi

  • 27/05/2019 at 10:15
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    MA il CAI ha risposto? TUTTO TACE! Non sarebbe meglio allontanare il presidente regionale e dare una RISPOSTA AMBIENTALE sia ai soci CAI che al Pianeta? – I singoli individui possono perdere la capacità e la libertà di vincere la logica della ragione strumentale e finiscono per soccombere a un consumismo senza etica e senza senso sociale e ambientale… (dall’enciclica Laudato sì di Papa Francesco)

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