Megasentieri. Dove porta la Via Alpina

Il Sentiero Italia CAI oggi è diventato “una realtà non ancora consolidata ma in grande crescita”. Lo si apprende da comunicati ufficiali del Club alpino diramati il 25 maggio 2019 in occasione dell’Assemblea dei Delegati. E’passata una ventina d’anni dalla nascita del megasentiero, che cos’altro bisogna aspettare perché si consolidi nelle nostre terre così ballerine? Definito anche il più lungo trekking del mondo, il S.I. fu lanciato all’inizio del millennio in occasione di un’edizione del Camminaitalia di cui si conoscono due versioni, una delle quali riservata agli alpini, oltre all’exploit solitario di un pensionato camminatore. Quaellà su alcuni segnavia comparve a quei tempi la sigla S.I. che con il tempo sbiadì anche se nessuno ci fece più caso. I “cammini” nel frattempo sono diventati trendy, sulla scia di quello di Santiago o della via Francigena. I lunghi itinerari da fare a tappe si sono organizzati con mappe e posti tappa, elementi di un moderno turismo pedestre o ciclistico. Ha fatto testo in proposito la Via Alpina, un progetto galattico che salvo errori è però finito presto nel dimenticatoio. Eppure oggi dovrebbe risultare al top della sentieristica con i suoi cinquemila chilometri a piedi attraverso otto paesi dell’Europa alpina da Trieste a Montecarlo, toccando Italia, Slovenia, Austria, Germania, Liechtenstein, Svizzera, Francia e Principato di Monaco. In tutto fanno oltre 340 tappe dal livello del mare ai tremila metri di quota, con più di 60 passaggi di frontiera oggi non sempre graditi in quest’Europa di sovranisti.

Comunque stiano le cose, il portale informativo www.via-alpina.org è attivo (ma da quanto tempo non viene aggiornato?) e dovrebbe soddisfare ogni curiosità: vi compaiono gli itinerari, le tappe, con descrizioni tecniche e turistiche, mappe, punti di sosta e di ristoro, immagini. Si apprende tra l’altro che il progetto Via Alpina, nato nel 2002 come Interreg IIIB cofinanziato dalla Unione Europea nel programma Alpine Space, e sviluppatosi nel progetto ViAdventure, ebbe il riconoscimento della Convenzione delle Alpi, con l’obiettivo, udite udite, di “diventare uno spazio comune di valorizzazione sostenibile del territorio alpino nonché un campo di confronto, dove i governi del territorio, i soggetti econo­mici ed il mondo dell’associazionismo possano incontrarsi per sviluppare ulteriori progetti, anche a scala interregionale, speri­mentare le nuove tecnologie, pensare oltre, superando dopo le barriere di confine, quelle del tempo, per guardare avanti, pensando nuovi servizi rivolti ai moderni viaggiatori alpini”.

Il Passo di Monscera lungo la Via Alpina tra Ossola e Vallese, sotto il segno dell’Europa.

Riepilogando. Dopo una serie di eventi organizzati nel 2002 nel clima dell’Anno Internazionale delle Montagne di cui si è perso il ricordo, si passò alla fase operativa della Via Alpina. Il momento più significativo fu l’inaugurazione a Montecarlo il 21 giugno da parte del Principe Alberto di Monaco. Diversi furono i progetti pilota annunciati. Si misero al lavoro un gruppo internazionale sulla qualità dell’offerta; un centro di informazione e teleprenotazione ed uno studio applicato sulla implementazione dei servizi all’escursionismo. Il partner svizzero e la Regione Veneto lavorarono sulle metodologie di digitalizzazione GIS degli itinerari, per un utilizzo, in totale sicurezza, con le tecnologie GPS. A tenere fede all’impegno preso all’inizio del millennio si ha però l’impressione che oggi sia la sola Svizzera. Che promuove meritatamente la Via Alpina come la più classica tra le escursioni a tappe della Confederazione. Gli amici camminatori biancocrociati hanno fatto della Via Alpina un pilastro delle riuscite campagne di promozione turistica, basta vedere con quanta cura e quanto acume è organizzato il sito specifico (https://www.myswitzerland.com/it/scoprire-la-svizzera/estate-autunno/escursionismo/via-alpina/). Svizzera a parte, a suo tempo si assicurò in alto loco che il progetto della Via Alpina mirava a incrementare lo scambio di turisti fra le Regioni interessate ed, eziandio, a portare nuovi mercati sulle Alpi; a meglio utilizzare le risorse dei servizi e delle infrastrutture locali e ad incrementare i flussi in aree meno frequentate facendole conoscere al pubblico. Poi ci si accorse che per incrementare i flussi turistici erano preferibili le cabine rotanti di un famoso e ipertecnologico impianto a fune e di altri che analogamente si annunciano attraverso intatte vallate senza badare ai passaggi di frontiera. Non sarà che l’obsoleta Via Alpina da percorrere a piedi abbia fatto il suo tempo? (Ser)

Per saperne di più

Informazioni sulla Via Alpina risultano disponibili

sui siti internet delle seguenti federazioni:

Club Alpino Sloveno: www.pzs.si
Club Alpino Italiano: www.cai.it
Club Alpino dell’Alto Adige (Südtirol): www.alpenverein.it
Club Alpino Austriaco: www.alpenverein.at
Club Alpino Tedesco: www.alpenverein.de
Club Alpino del Liechtenstein: www.alpenverein.li 
Sentieri Svizzeri: www.wandern.ch  
Club Alpino Svizzero: www.sac-cas.ch
Federazione Francese di Escursionismo: www.ffrandonnee.fr
Club Alpino Francese: www.ffcam.fr
Club Alpino Monegasco: www.club-alpin.asso.mc 

 

Commenta la notizia.