Angelika, ritorno alla natura

La vita di un climber agonista può essere ricca di soddisfazioni, come nel caso della tre volte campionessa del mondo Angelika Rainer, nel giro mondiale delle gare di ice climbing per un decennio. Ma a tutto c’è un limite. Ora dopo tre titoli mondiali della categoria, Angelika ha avvertito la stanchezza degli allenamenti, delle trasferte e vive lontano dalle gare come racconta a Guido Sassi che l’ha intervistata il 2 giugno per il Corriere dell’Alto Adige. “Sicuramente sono riuscita a fare cose differenti: per esempio andare a scalare cascate di ghiaccio, ho girato un po’ le Dolomiti. È bellissimo arrampicare in natura: migliorare il livello su ghiaccio puro e scoprire i posti vicini a casa sono aspetti molto piacevoli di questa nuova vita”.

Quando torna a casa, a Merano, reduce da viaggi sulle montagne del mondo, Angelika non può non prendere atto dei cambiamenti imposti dal turismo sempre più usa e getta. “In montagna”, osserva, “credo che non ci sia più bisogno di nuovi impianti da sci e che in generale non è bello trasformare la montagna in un parco giochi, così come non si può mettere tutto in sicurezza. Serve invece educare all’attenzione. Io sono stata fortunata, da bambina mia mamma mi lasciava camminare sui muretti, standomi vicino. Anche così si impara ad affrontare passo per passo i piccoli rischi della vita”.

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