Micromobilità, le regole per circolare

Per la prima volta dovrebbe trovare una specifica regolamentazione l’uso di quei nuovi dispositivi di mobilità come monopattini, hoverboard, segway, per lo più elettrici, che fino ad oggi non hanno ancora ricevuto alcuna autorizzazione alla circolazione su strade pubbliche, e per i quali solo da inizio anno è stata autorizzata una sperimentazione per stabilirne l’idoneità e la compatibilità con il traffico urbano. Ne dà notizia la newsletter di Bici Tech specificando che la nuova normativa dovrebbe considerare velocipedi a tutti gli effetti:

• i mezzi elettrici concepiti per il trasporto di una sola persona di età non superiore ai 16 anni, con bilanciamento assistito ovvero dotati di due ruote in asse, con sistemi e sottosistemi di sicurezza ridondanti, che abbiano velocità massima di 20 km/h con possibilità di autolimitazione a 6 km/h

• i mezzi elettrici concepiti per il trasporto di una sola persona di età non superiore ai 16 anni, con bilanciamento assistito ovvero dotati di due ruote in asse, con sistemi e sottosistemi di sicurezza ridondanti, che abbiano velocità massima di 20 km/h con possibilità di autolimitazione a 6 km/h

La definizione includerebbe di fatto tutti gli attuali dispositivi che costituiscono la cosiddetta micromobilità e che gran parte degli operatori indica come i probabili protagonisti delle nostre strade nei prossimi anni con particolari benefici per il traffico, l’ambiente e la salute delle persone. Resta aperta la discussione, anche a livello europeo, sul loro libero utilizzo: va consentito su tutte le strade urbane o deve essere limitato alle piste ciclabili? Diranno che ormai ci siamo, che la possibilità di usare legalmente in aree pubbliche monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel è ormai dietro l’angolo. Perché mercoledì 5 maggio il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha firmato il decreto che fissa le regole per circolare. Ma non è esattamente così: la firma del ministro è solo un passo avanti nel lungo iter necessario per mettere in regola questi mezzi che, nonostante siano sempre più diffusi, a tutt’oggi restano utilizzabili esclusivamente in aree private.

In altri termini, scordiamoci di poter uscire di casa su un micromezzo elettrico e arrivare in ogni punto della città. Infatti, le zone consentite (aree pedonali, piste ciclabili, zone 30 e simili) sono generalmente una piccola porzione del territorio urbano. Questo in teoria. È prevedibile che nella pratica accada quello che si vede da almeno dieci anni con le bici, che vengono usate largamente anche sui marciapiedi. In modo tanto illegale quanto impunito. Se anche le forze dell’ordine avessero voglia di garantire la sicurezza, dovrebbero superare un ostacolo non da poco: l’identificazione dei trasgressori, visto che per guidare questi mezzi non è obbligatorio avere alcun documento.

One thought on “Micromobilità, le regole per circolare

  • 11/06/2019 at 15:40
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    ….una sola persona di età non superiore ai 16 anni !!! Ma sono solo per bambini, qualcosa non torna

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