Alpi ecofriendly. Le Bandiere Verdi 2019

Buone pratiche in costante crescita nell’arco alpino. Chi l’avrebbe mai detto? Nel 2019 sono ben 17 le bandiere verdi assegnate da Legambiente, due in più rispetto all’anno precedente: premiamo l’impegno di cittadini, associazioni e comuni, nel tutelare e valorizzare in chiave sostenibile ed ecofriendly le Alpi, fronteggiando con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Tutela della biodiversità a rischio, sostenibilità ambientale e mobilità dolce, turismo slow, ma anche efficienza energetica e didattica innovativa sono i temi che ben testimoniano la voglia di un futuro sempre più green e innovativo in questi territori montani, oggi sempre più fragili per via dei cambiamenti climatici.

RECUPERO ANIMALI SELVATICI. Tra le buone pratiche segnalate da Legambiente si va dall’impegno portato avanti dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Bernezzo, in provincia di Cuneo, che dal 2001 recupera, cura e riabilita esemplari di ogni specie di fauna selvatica ritrovati in difficoltà, dalle aquile ai cerbiatti, alle azioni messe in campo dal comune di Merano (BZ) per la valorizzazione in ambito urbano della biodiversità e dei servizi ecosistemici ad essa collegati attraverso interventi normativi ad hoc (come tetti verdi biodiversi e tutelare gli alberi di grandi dimensioni).

In Piemonte record di Bandiere Verdi

L’ESEMPIO DI CHAMOIS. Interventi e buone pratiche volte alla mitigazione degli effetti climatici arrivano da Chamois (AO), unico comune italiano non raggiunto dalle auto che si sta impegnando nella progettazione di una Comunità energetica oil free producendo in modo autonomo e principalmente da fonti rinnovabili. All’amministrazione comunale di Besenello (TN) va una bandiera verde per l’impegno profuso nel sensibilizzare la comunità locale al problema dell’inquinamento da traffico e sull’assurdità della costruzione dell’autostrada A31 Valdastico Nord per la parte veneta.

RINASCE ROCCA PIETORE. C’è poi chi cerca di tutela la biodiversità agricola conservando antiche varietà orticole come accade a Forni Avoltri (Ud), in Friuli, con la cooperativa COOPMONT di Collina formata da un gruppo di giovani che coltivano il Cjaput (il cavolo cappuccio). Sui monti Lessini (VR), invece, si mantengono in vita tradizioni locali come la transumanza e l’allestimento delle carbonare. In Veneto bandiera verde per i comuni di Rocca Pietore e Feltre (BL) rispettivamente per l’impegno portato avanti nel restituire centralità alle montagne, ai servizi e per l’aver messo in campo attività di ripristino delle condizioni di sicurezza di edifici ed infrastrutture in seguito alla tempesta Vaia.

IL PROGETTO BOUZATE’. Non mancano i buoni esempi di mobilità sostenibile come il progetto “Bouzaté” (Muoviti) ideato e proposto da un cittadino, Daniel Vallet, del Comune di Charvensod (AO), per incentivare la mobilità sostenibile casa/lavoro/casa e che l’amministrazione sta prendendo in considerazione. Nel bergamasco è stato completato il percorso delle piste ciclabili delle valli bergamasche, particolarmente utile in un contesto caratterizzato esclusivamente da grandi infrastrutture trasportistiche. Il percorso ciclabile si estende per circa 100km. Mobilità e turismo dolce caratterizzano anche le bandiere verdi assegnate all’Associazione Sentieri Alta Val Malone (TO) e alla Cooperativa “La Scluse” che ha riaperto la stazione ferroviaria dismessa di Chiusaforte in Friuli.

PIEMONTE IN TESTA. Le storie virtuose premiate nel corso della due giorni del V summit di Carovana delle Alpi organizzato a Valdieri, in provincia di Cuneo, presso la sede del Parco Aree protette Alpi Marittime, sono raccolte nel report pubblicato sul sito dell’associazione. A livello regionale è il Piemonte a conquistare più bandiere verdi (5), seguito da Veneto (4), Lombardia (2), Valle D’Aosta (2), e Friuli Venezia Giulia (2) tutte e tre a pari merito, una al Trentino, una all’Alto Adige.

CARTELLINO GIALLO. Non mancano però le aggressioni all’arco alpino che l’associazione ambientalista denuncia anche quest’anno assegnando 8 bandiere nere (due in più rispetto a quelle dello scorso anno) per scelte obsolete di gestione del territorio e così distribuite: Piemonte (2), Lombardia (2),  Valle D’Aosta (1), Alto Adige (1), Trentino (1) Friuli Venezia Giulia (1). New entry in questa edizione 2019 è la prima bandiera grigia, una sorta di “cartellino giallo”, di ammonimento che l’associazione dà alle “ipotesi progettuali negative per l’ambiente”. La prima è andata al dirigente sportivo Enzo Cainero per l’intenzione di portare una tappa del giro d’Italia 2021 sul Monte Lussari, località montana di grande pregio storico e naturalistico.

NUOVO MODELLO DIDATTICO. Oltre alle buone pratiche citate prima, in Piemonte il vessillo green è andato al Monviso Institute, situato ad Ostana (CN), per l’impegno nello sviluppo e nella comunicazione di progetti sostenibili anche attraverso nuove forme di sperimentazione e per l’approccio organico dal punto di vista architettonico, agricolo, sociale, turistico, didattico. All’associazione Sentieri Alta Val Malone (TO) per un progetto di sviluppo locale che ha al centro il recupero della viabilità pedonale della valle.  Ad oggi sono stati recuperati e segnati 42 percorsi e il motto dell’associazione è “sentieri per andare lontano”.  Al Gruppo di cittadini volontari delle “Giornate della manutenzione territoriale” sulla Serra di Chiaverano (TO) per le attività di volontariato volte alla messa in sicurezza di una vasta area della Serra dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea (AMI). Premiate anche la Regione Piemonte per la recente legge regionale n. 14,“Disposizioni in materia di tutela, valorizzazione e sviluppo della montagna”, che punta a valorizzare il territorio montano con una moderna visione della montagna, fondata sulla sostenibilità dei territori e delle persone. In Lombardia Legambiente ha assegnato la bandiera verde anche all’Istituto Damiani di Morbegno, Istituto Alberti di Bormio, Azienda Bergamasca Formazione / Cfp Clusone e i partner del progetto YOUrALPS per avere sviluppato un nuovo modello didattico di Scuola Alpina che connette l’istruzione scolastica con il patrimonio culturale e naturale della regione alpina, promuovendo la consapevolezza delle giovani generazioni per uno sviluppo sostenibile e la tutela dello spazio montano.

In valle d’Aosta si pedala per l’ambiente

IMPIANTI IN PERDITA. Quest’anno le 8 bandiere nere assegnate: al Comune di Comune di Costa Volpino (BG) per avere patrocinato le attività del Campo Volo Nord in contrasto con tutte le politiche di turismo ecocompatibile e in spregio alle caratteristiche fisicomorfologiche e ambientali dell’area destinata ad essere cuore del Parco Locale di Costa Volpino. Alla Provincia Autonoma di Bolzano e a quella di Trento per una delibera che autorizza l’impiego di pesticidi potenzialmente pericolosi per l’ambiente nelle aree di tutela delle acque potabili, in un territorio già sottoposto all’uso di queste sostanze e per le recenti decisioni non in linea con la tutela dell’ambiente e della fauna alpina.  Vessillo nero anche per l’Anas per le pesanti inadempienze e la scarsa trasparenza nella gestione del cantiere Tenda Bis (Cn). E poi alla Regione Piemonte per mantenere in vita con cospicui finanziamenti impianti sciistici perennemente in perdita, in particolare destinando consistenti fondi all’innevamento artificiale delle piste piemontesi.

BOCCIATURA ALLE CIME BIANCHE. Bandiera nere anche per la Giunta Regionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta  per aver fatto propria, attraverso atti pubblici e amministrativi, la scelta di collegamento intervallivo tra la Valtournenche e la Val d’Ayas attraverso il Vallone delle Cime Bianche. E poi al Comune di Livigno (So) per l’inadeguata e incontrollata programmazione urbanistica nella Valle dello Spoel. Una bandiera nera è assegnata al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia per le affermazioni proferite riguardo alla tutela del territorio in occasione di una situazione grave come quella verificatasi con la tempesta Vaia. Perché i danni all’ambiente non si fanno solo con progetti impattanti ma anche costruendo una rappresentazione scorretta della realtà.

DESISTI JOVANOTTI! Infine Legambiente parlando di montagne accenna al prossimo concerto di Jovanotti a Plan de Corones (TN). “E’ pur vero che il luogo, stazione sciistica ipergettonata, è un significativo esempio di un uso turistico intensivo della montagna ma perlomeno d’estate può tornare ad assumere una dimensione più consona all’attenzione e al riserbo che dovrebbero contraddistinguere e mitigare le interazioni con i delicati ambienti montani. Un concerto in agosto con molte migliaia di persone, tanto rumore e un abbaglio smisurato di luci suscita molte perplessità: e pare strano che l’interprete principale ovvero Jovanotti non se ne renda conto. La scelta di portare in ambiente montano eventi pensati per le grandi città pone parecchi interrogativi, a partire dalla percezione del limite che ci dovremmo porre nell’invadere contesti fragili: per decidere fino a dove ha senso arrivare”.

Jovanotti, in dubbio il senso del limite

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