Pizzo Cengalo, imprevedibile la frana?

Nessuna conseguenza penale dovrebbe riguardare la frana di Bondo, in Svizzera, dove morirono otto persone il 23 agosto del 2017. Lo ha deciso il pubblico ministero grigionese, come riporta il 17 giugno 2019 il quotidiano svizzero “20 minuti”. Per il procuratore Maurus Eckert, “l’evento in quel momento era imprevedibile, motivo per cui nessuno può essere accusato di negligenza”. A perdere la vita furono otto escursionisti, travolti dalla frana che si staccò dal Pizzo Cengalo e invase la vallata. Davvero non si poteva fare nulla per metterli in guardia sui gravi pericoli che correvano? Qualche dubbio lo nutre l’alpinista e scrittore valtellinese Giuseppe Popi Miotti che sul Cengalo ha tracciato importanti vie di roccia e che più volte ha assistito allo sgretolarsi di quelle pareti che separano la Valtellina dalla Val Bregaglia. “La settimana prima della gigantesca frana”, ricorda Miotti, “eravamo in Sciora e poteva capitare anche a noi di essere coinvolti. Di sicuro i turisti che hanno perso la vita non si aspettavano tale massa di detriti e neppure la velocità con cui quella massa scendeva a valle. Forse son stati un po’ troppo tempo a osservare quello che succedeva invece di scappare subito verso l’alto come invece ha fatto una ragazza del luogo che per questo si è salvata. Credo bastasse salire anche solo di un centinaio di metri per riuscire a cavarsela…”. Quella del Cengalo fu una delle frane più grandi avvenute in Svizzera negli ultimi 130 anni. Detriti e fango danneggiarono anche i villaggi di Promontogno, Spino e Sottoponte in Val Bregaglia.

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