Oltraggi al Monte Bianco

La notizia che due svizzeri hanno fatto atterrare il loro piccolo aereo a meno di 400 metri dalla cima del Monte Bianco prima di iniziare da lì la scalata alla vetta più alta d’Europa ha suscitato indignazione nel mondo alpinistico. L’atterraggio è avvenuto a 4.450 metri sul versante francese. Una “provocazione”: così l’ha definita Eric Fournier, il sindaco della città di Chamonix. A condannare con fermezza questo oltraggio al Monte Bianco è anche Mountain Wilderness Francia denunciando l’impunità di chi pratica in questa zona sport aerei motorizzati: un’attività che ha provocato non poche vittime anche al di qua del confine. Nell’apprendere l’abuso, denunciato dal tenente Stephane Bozon, che dirige il servizio di soccorso alpino della Gendarmeria di Chamonix, Mountain Wilderness ha inoltrato alle autorità francesi l’invito a voler precisare quali saranno le conseguenze giudiziarie.

Si è saputo che i due alpinisti erano equipaggiati con corde e ramponi e avevano già iniziato a salire verso la vetta quando sono stati intercettati dalla polizia, che ora sta valutando di quale reato incolparli. Tra i precedenti dell’episodio va annoverato nel 1931 il volo di Leonardo Bonzi, all’epoca socio accademico di Club Alpino Italiano, con un biplano. Partito da Milano senza un piano di volo, Bonzi compì con il suo velivolo una capriola sotto il Dente del Gigante e si salvò per puro caso. L’immagine che pubblichiamo è custodita negli archivi della sezione milanese del CAI.

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