Milano e Torino, olimpiche distanze

“L’assegnazione a Milano e Cortina delle Olimpiadi invernali del 2026 è una bellissima notizia per l’Italia”, commenta in un comunicato del 24 giugno 2019 il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio (qui sopra in un’olimpica immagine con il campione di slittino Armin Zöggeler). “Desidero complimentarmi con le istituzioni e tutti coloro che hanno lavorato per questo importante risultato, a cominciare dal sottosegretario Giorgetti, i sindaci Sala e Ghedina e i presidenti di Lombardia e Veneto, Fontana e Zaia, il presidente del Coni Malagò, e naturalmente ringraziare il Cio e il suo presidente Bach per aver scelto il nostro Paese”. “Il Piemonte”, prosegue nel comunicato il presidente Cirio, “è pronto fin da subito a mettersi a disposizione con i propri impianti per contribuire alla realizzazione del più grande evento che un territorio possa ospitare. Torino e le sue montagne custodiscono un patrimonio di infrastrutture sportive che vale più di mezzo miliardo di euro. Un’eredità olimpica che, insieme all’esperienza maturata, siamo felici di poter mettere immediatamente a disposizione di Lombardia e Veneto. Credo che collaborare sia un’opportunità importante non solo nell’ottica della sostenibilità economica di una manifestazione che richiede impianti estremamente costosi, ma anche come esempio di valorizzazione e riuso di quelli che esistono già sulle vette alpine. Impianti di alto livello nati nel 2006 per accogliere quei Giochi che adesso, a distanza di 20 anni, il nostro Paese tornerà a ospitare. Siamo pronti fin da subito a dare il nostro contributo e a lavorare in squadra”.

Le immagini della limpida Torino e della nebbiosa Milano messe a confronto dalla Appendino.

Bisogna dire che i rapporti tra Milano e Torino non sono mai stati idilliaci. Eppure l’animata vigilia della candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026 riportò a galla nel 2018 una rivalità che si sperava, ma fino a un certo punto, sepolta: quella tra Torino e Milano. “L’alleanza con Milano non esiste. Il nostro dossier è il migliore”, furono le parole della sindaca di Torino Chiara Appendino. Concetto ribadito in tutti i modi anche dai sindaci montani piemontesi per niente disposti a condividere con i colleghi lombardi oneri ed auspicabili onori dei Giochi. “Olimpiadi 2026. Anche la montagna dice no a Milano” a sua volta titolò (malignamente) La Stampa riferendosi ai “sindaci dei borghi montani compatti con Appendino”.

“Scelta incomprensibile”, disse fuori di se la sindaca di Torino riferendosi all’asse Milano-Cortina. E per dispetto pubblicò due foto su Facebook. La prima rappresentava Torino con dietro le montagne innevate. La seconda Milano affogata nello smog. Confronti decisamente antipatici come molti notarono. Sulla rivalità tra Milano e Torino intervenne infine “Avvenire”, quotidiano della Conferenza episcopale, con un editoriale di Riccardo Maccioni. Il titolo “Olimpica distanza” era d’intonazione evangelica ma il contenuto risultò intriso di veleni. Oggi il profumo dei soldi induce a tornare al vecchio stereotipo: l’olimpica distanza è annullata, le montagne uniscono, specie quelle di Milano e Torino, cioè le montagne del MI TO. Sentito come suona bene? (Ser)

Esultanza all’annuncio dell’assegnazione all’Italia dei Giochi del 2026.

One thought on “Milano e Torino, olimpiche distanze

  • 25/06/2019 at 12:38
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    Fortunati gli Svedesi! Avanti per un nuovo costoso ed effimero disastro ambientale! Almeno Mattarella avrebbe potuto tacere.

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