Estate in quota dall’A alla Z

All’estate in quota ha dedicato un personalissimo alfabeto Franco Brevini il 16 giugno sul Corriere del Trentino, a cominciare dalla parola Ambiente. “Su ogni scelta”, spiega Brevini, studioso del costume e opinionista del giornale, “aleggia il fantasma di Greta. Per gli operatori non c’è alternativa: il turista rifiuterebbe ogni proposta sospetta di lesa ecologia. I concerti oceanici ai piedi delle crode (foto in apertura) vanno ancora bene? Le bici che scorrazzano all’impazzata per i sentieri, sollevando nuvole di polvere, sono sdoganabili? Fruizione e tutela sembrano un ossimoro e la fanno a pugni? Così domina la corsa all’ultimo angolo risparmiato, all’alpeggio intatto, alla cima fuori mano. Un consiglio? Allenatevi. Sopra le quattro ore di cammino la compagnia sarà poca”.

Giunto alla lettera S, spulciando tra le offerte degli uffici turistici, Brevini scopre poi un’inattesa enfasi attribuita alle esperienze “sensoriali” care alla cultura new age. Se canyoning, rafting, hydrospeed, windsurf, kitesurf sono per i fanatici, la clientela smart preferisce infatti, a dire di Brevini, i “percorsi sensoriali” sull’erba a piedi nudi, le “passeggiate esperienziali” alla scoperta delle attività artigianali, la pratica Treehugging, che significa abbracciare gli alberi e abbandonarsi alle sensazioni che si provano. Meditate gente. (Ser)

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