Milano e le (sue) montagne incantate

Il terzo volume della collana “Le montagne incantate” (Club Alpino Italiano e National Geographic, 12,90 euro) conduce dal Bernina alla Val d’Ossola. Sul rapporto tra Milano e le vette si sofferma nel libro Eugenio Pesci, docente di filosofia e una celebrità come scalatore. Sulle Grigne ha tracciato itinerari diventati dei classici e alle Grigne ha dedicato l’omonima Guida dei Monti d’Italia (CAI-TCI 2008). Definite le montagne di Milano, queste pareti calcaree rappresentano per i milanesi richiami irresistibili, secondo Pesci, come le montagne della zona del Masino, del Disgrazia e anche del Bernina. “Nella Libera Repubblica delle Grigne”, osserva Pesci, “i milanesi trovarono il bucolico ambiente del Pian dei Resinelli (tassativamente al singolare: si tratta dell’altopiano della famiglia Resinelli, che aveva qui le proprietà terriere)”.

Nella foto in apertura, la skyline di Milano con le montagne innevate sullo sfondo (ph. D.Necchi)

L’omaggio alla Milano delle montagne è quanto mai d’attualità in vista delle Olimpiadi invernali che la città dell’Expo si appresta a ospitare insieme con Cortina d’Ampezzo. All’alpinismo italiano ed europeo la città ha dato figure di prima grandezza, secondo Pesci “unite da una caratteristica decisamente consona allo spirito della metropoli di provenienza, cioè figure ugualmente abili sulla roccia e sui ghiacci, ma molto spesso ugualmente abili in senso ricreativo e culturale”. E qui Pesci cita molto opportunamente per primo Eugenio Fasana, pittore e scrittore raffinato, grande solitario sulle pareti e apritore di vie quasi nello stile di Preuss. A seguire Vitale Bramani, frequentatore senza repiro di tutto l’arco alpino, nonché inventore delle celebri suole Vibram. Cita poi Ettore Castiglioni, forse il più completo alpinista milanese di sempre, ed Ettore Zapparoli: questi ultimi due raffinati intellettuali, di estrazione borghese, spiriti libertari e antifascisti.

Eugenio Pesci

Venendo a tempi più recenti, Pesci non può che citare l’ormai leggendario Ivan Guerini, profondo innovatore dell’arrampicata, che fu negli anni Settanta lo scopritore della Val di Mello diventata paradisio della scalata su granito. Oggi la Milano verticale, conclude Pesci, non ha però come mete privilegiate solo le tante pareti lombarde, ma ha saputo sviluppare altre pareti, meno alte, ma per certi versi tutt’altro che facili: è di gran lunga la città italiana con il maggior numero di strutture artificiali di arrampicata al coperto. E vanta sul web, ma questo Pesci non lo dice, alcuni dei siti di montagna più agguerriti, a cominciare dall’appassionante “Gogna blog” aggiornato quotidianamente da Alessandro Gogna, genovese ma milanese di adozione, gloria dell’alpinismo di tutti i tempi, scrittore raffinato ed editore, inventore di un ineguagliabile “alpinismo di ricerca” come risulta dal titolo di uno dei suoi libri più famosi. (Ser)

Commenta la notizia.