Sarzana: il futuro dà spettacolo

Ora che tutte le vette sono state scalate e i poli esplorati, quali nuovi obiettivi e quali sfide attendono i pionieri del futuro? Risponderà a questa domanda la matematica, fisica e glaciologa svedese Monica Kristensen, una delle più note esploratrici polari nordeuropee e prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society. La Kristensen sarà a Sarzana tra gli ospiti, dal 30 agosto al 1° settembre, del Festival della Mente la cui XVI edizione è quest’anno dedicata al futuro. Artisti, scienziati, scrittori e studiosi, si daranno appuntamento nella bella cittadina ligure per dialogare e indagare assieme al pubblico dei cambiamenti e dei grandi temi del nostro tempo. Ne ha dato l’annuncio il 16 luglio a Milano, nella splendida Casa delle Atellane cara a Leonardo da Vinci, Benedetta Marietti, direttrice della rassegna sottolineandone “la connotazione positiva, di speranza”.

Monica Kristensen, nota esploratrice polare, sarà tra gli ospiti del Festival della Mente.

BARBARA E IL PLANTOIDE. Nel futuro ci condurrà  la scienziata Barbara Mazzolai, direttrice del Centro di MicroBioRobotica dell’IIT di Pontedera e nella classifica internazionale delle donne più geniali della robotica, che ha inventato il plantoide, primo robot ispirato al mondo delle piante che potrà trovare impiego in numerosi ambiti, dall’esplorazione spaziale al monitoraggio dell’ambiente. A Sarzana racconterà perché, per riuscire a immaginare un futuro ecosostenibile, è necessario che biologia e tecnologia procedano insieme nell’indagare i misteri della natura.

IL DILEMMA DI JOVANOTTI. Sono 40 gli eventi in programma nell’originale rassegna dedicata alla creatività e alla nascita delle idee, con ospiti nazionali e internazionali. Tra gli ospiti più attesi Jovanotti, presente sul palco in Fortezza Firmafede domenica 1 settembre assieme allo scrittore Paolo Giordano. Insieme cercheranno di rispondere al dilemma se esista o meno una curva che colleghi le intuizioni del passato con le creazioni del futuro.

UNA GRANDE OPPORTUNITA’. Spiega Cristina Ponzanelli, sindaco di Sarzana: “Il Festival della mente è una grande opportunità non solo per la città di Sarzana e parlare di futuro è una scelta coraggiosa in una società scoraggiata, malinconica e proiettata con nostalgia al passato. Personaggi e personalità straordinarie quest’anno compongono un programma ricchissimo, di speranza, dimostrazione che è possibile realizzare i propri sogni con impegno e a condizione di non abbassare mai il capo anche se intorno a noi abbiamo il buio”.

Claudia Ceroni, Barbara Marietti e Cristina Ponzanelli alla presentazione del Festival della Mente. In apertura un aspetto della rassegna nella bellissima cittadina ligure.

BIOPLASTICHE, UNA SOLUZIONE? Il Festival rappresenta per Fondazione Carispezia il principale investimento in ambito culturale, come ha spiegato la presidente Claudia Ceroni. Agli incontri in programma si aggiungono 20 eventi ideati per bambini e ragazzi e 6 workshop didattici nella sezione curata da Francesca Gianfranchi. Naturalmente l’ambiente con le sue trasformazioni sarà al centro dell’attenzione. Basti pensare che qualche decina di anni fa il futuro era rappresentato dalla plastica, che ha velocemente sostituito i materiali tradizionali e ha contribuito in maniera decisiva a creare nuovi mercati, rivoluzionando il nostro modo di vivere e di consumare. Oggi, però, siamo tutti preoccupati per i problemi ambientali legati alla sua produzione, al suo utilizzo e al suo smaltimento: le bioplastiche possono rappresentare una soluzione efficace per il nostro futuro? Si confronteranno sul tema il chimico Marco Ortenzi e il biologo Marco Parolini.

LEZIONI IN PIAZZA. Attesissimi, come ogni anno, sono i tre appuntamenti con lo storico Alessandro Barbero, che chiude ciascuna delle serate del festival con le sue lezioni in Piazza Matteotti. Il ciclo quest’anno è dedicato alle rivolte popolari nel Medioevo, che hanno cambiato il corso della storia. Venerdì si parla dei Jacques, i contadini dell’Île-de-France, che, a metà del 1300, a causa delle continue disfatte che i nobili francesi riportavano nella guerra dei Cent’Anni, si ribellarono al dovere di mantenerli con il loro lavoro. Sabato è la volta dei Ciompi fiorentini, che nel 1378 occuparono le piazze della città per ribadire il loro diritto a essere coinvolti direttamente nel governo della città. Si chiude domenica con la rivolta dei contadini inglesi del 1381, gli ultimi a essere liberati, in Europa, dalla servitù della gleba.

PER SAPERNE DI PIU’ è possibile scaricare il programma allegato.

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