Addio Okjökull. Islanda in lutto per il suo ghiacciaio

Una cerimonia funebre in ricordo di un ghiacciaio estinto, quello dell’Okjökull. È quanto è avvenuto nell’ovest dell’Islanda, alle pendici di un vulcano che fino a qualche anno fa era ricoperto da un ghiacciaio che ora – dopo settecento anni di esistenza – si è sciolto a causa del riscaldamento climatico. Per ricordare ai posteri l’evento, la Radio della Svizzera Italiana annuncia che è stata posta una targa commemorativa con incisa una “Lettera al futuro”, scritta dall’autore islandese Andri Snaer Magnason. “Nei prossimi 200 anni – si legge – è previsto che tutti i principali ghiacciai islandesi, che sono circa 400, faranno la stessa fine. Questo monumento testimonia che noi siamo coscienti di ciò che sta accadendo e di ciò che va fatto”, si legge ancora sulla placca. “Solo tu sai se lo abbiamo fatto”.

Alla cerimonia, oltre ad attivisti ambientalisti, hanno partecipano anche la primo ministro islandese, Katrin Jakobsdottir, il ministro per l’ambiente, Gudmundur Ingi Gudbrandsson, oltre all’ex presidente dell’Irlanda, Mary Robinson. Anche in Svizzera, racconta il glaciologo Giovanni Kappenberger, il 22 settembre si svolgerà una cerimonia analoga. “Il ghiacciaio del Pizol (nelle montagne della Svizzera nordorientale) è stato misurato per diversi anni da un mio collega”, racconta l’esperto, “e adesso viene definito praticamente morto”. Lo stesso destino subirà presto il ghiacciaio del Basodino nelle Alpi Lepontine, al confine della Svizzera con l’Italia e c’è già chi si prepara alle esequie in Val Formazza.

Commenta la notizia.