Il delirio sale in quota

Esulta il Corriere del Trentino del 25 agosto che in prima pagina annuncia, definendoli un delirio, gli esiti del concerto di Jovanotti a Plan de Corones. Devono allora fare ammenda i lamentosi di tutti i tipi “dagli ambientalisti degli uccelli agli alpinisti silenziosi” come li aveva bollati sul Fatto Quotidiano Selvaggia Lucarelli? E quanto Jova deve ringraziare chi lo contestava con il risultato di fargli una gratuita pubblicità? Riguardo al quotidiano citato, basti dire che risulta chiaramente schierato con Jova senza se e senza ma. Considera anzi scontato che “nonostante la pioggia, che ha scombussolato, parzialmente stravolto e mixato il programma ufficiale senza però riuscire a fermarlo o a stopparlo, il Plan de Corones ha vissuto il più grande happening di musica e amicizia della sua storia”. In questa novella Woodstock, si apprende così che i ventottomila che hanno affollato il Plan de Corones (foto qui sopra tratta dal Corriere del Trentino) “hanno iniziato a saltare incuranti dell’acqua che scendeva giù dal cielo”.

Qualcuno forse dubitava che questo e nient’altro che questo potesse risultare l’esito del Jova Beach Party 2019, evento al centro di un business a dir poco colossale? E c’è forse chi si stupisce che un uomo d’affari come Reinhold Messner dopo aver tuonato che “sulla montagna si va a cercare il silenzio” e avere comunicato il suo disappunto alle funivie di Kronplatz sia poi salito lassù a stringere la mano a Jovanotti? Ha poco da chiedersi Corrado Augias nella sua rubrica su La Repubblica di quale umanità siano patrimonio le Dolomiti. Eccola qui quest’umanità felice di danzare con Jova e non si sa quanto incantata dallo scenario dei Monti Pallidi. Felice, anzi, di mettersi in coda, “variopinta ed entusiasta”, fin dal primo mattino agli accessi degli impianti di risalita.

Per completezza di cronaca va precisato che “i più creativi hanno addirittura costruito una tenda improvvisata con un pezzo di tela cerata. I più scatenati invece hanno continuato a ballare nel fango”. Che ne sarà ora di tanti live show in alta quota all’insegna del binomio Alpi e musica rock invano ostacolati dagli ambientalisti? E che ne dirà Mauro Corona che accusò Jovanotti di rovinare il silenzio della montagna, di imbrattare di rumore gli alberi? Eppure ancora una volta, qualunque cosa affermino i giornaloni compiacenti, salta agli occhi di chiunque sappia usarli il carattere diseducativo di iniziative deliranti come questa. “Diseducativo e arrogante”, come alla vigilia definì l’evento il saggio Carlo Alberto Pinelli: convinto, e noi con lui, che si tratti “dell’ennesimo affronto escogitato dagli impiantisti per mercificare la montagna, soffocando la percezione dei valori che, attraverso il respiro della natura, possono arricchire di senso la nostra vita”. (Ser)

2 thoughts on “Il delirio sale in quota

  • 28/08/2019 at 18:16
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    Così gli ambientalisti sono diventati Fessi e Contenti. “PARLATE… PARLATE…AVETE RAGIONE… che si dà ai fessi per farli stare zitti!

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  • 26/08/2019 at 10:31
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    Jovamessner colpisce ancora

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