Le scelte intelligenti di M49

Mentre “Papillon” (noto anche come M49) continua a farsi beffe di chi nel Trentino e Alto Adige gli da la caccia, si moltiplicano le iniziative che lo riguardano. Le due Province si alleano per catturarlo, nella speranza di non doverlo sopprimere. “Continua a sfuggire alla cattura”, ha dichiarato l’assessore Arnold Schuler, “una cattura non facile dal momento che occorre avvicinarglisi almeno a quindici metri per poter rendere efficace lo sparo dei proiettili narcotizzanti”. Contro le ordinanze provinciali insorgono le organizzazioni animaliste Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf che definiscono le misure illegittime e si dichiarano pronte a ricorrere alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per danno erariale. Mattia Feltri sul quotidiano La Stampa, ne ripercorre il 31 agosto le gesta nella sua rubrica “Buongiorno”. “Riconosciuto responsabile di sedici tentativi di intrusione in malghe, di cui tre riusciti, con conseguente ammazzamento di bovini ed equini”, scrive Feltri, “l’orso M49 venne catturato lo scorso 14 luglio e rinchiuso in un’area di 8 mila metri quadri della Val Rendena (Trento). Nonostante il recinto fosse altro quattro metri e mezzo e circondato da sette ordini di fili elettrificati, quella stessa notte M49 ruppe un isolatore, divelse dei cavi e noncurante delle scosse elettriche scavalcò le barriere e si diede alla fuga. In dodici anni, nessuno era mai riuscito a scappare. Lo prenderemo in pochi giorni, dissero. Ne sono trascorsi quarantacinque, e M49 è inafferrabile”.

Si sa che M49 si sposta in continuazione, non è mai dove lo aspettano. Qualche notte fa è stato attirato dall’odore di carne frolla nella medesima trappola in cui era caduto a luglio; ci si è infilato ma prima dell’ultimo passo ha riconosciuto la trappola e se l’è battuta a stomaco vuoto. “M49 ha fatto la sua scelta”, conclude Feltri, “non vuole stare chiuso in una gabbia, per quanto grande, non baratta la sua vita con un pezzo di carne, e preferisce un’esistenza precaria e minacciata, ma libera…”.

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