Monte Rosa, stop alla plastica

Dal Club Alpino Italiano di Biella riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato del 3 settembre 2019 sull’ampliamento del rifugio Quintino Sella al Felik (Monte Rosa).

Nel rendering in apertura come apparirà il nuovo “Quintino Sella al Felik”. Qui la capanna realizzata nel 1885 dalla famiglia Sella.

I lavori al colle Felik. “Col nuovo rifugio abbatteremo l’utilizzo della plastica almeno dell’80%”, dichiara il presidente del Cai Biella Eugenio Zamperone a proposito dei lavori al rifugio Quintino Sela al Felik. 350 mila euro il costo dell’opera. Partner dell’iniziativa sono il Cai nazionale e Banca Sella. L’ampliamento sarà dedicato a Gaudenzio Sella fondatore della Banca, nipote di Quintino, e a suo tempo presidente del Cai Biella. Fine del cantiere previsto nella prossima estate. Per l’inaugurazione ci sarà un trekking che dal monumento allo statista, in centro a Biella, raggiungerà il rifugio posto sopra a Gressoney (Valle d’Aosta). Il percorso è in fase di studio ma tra i punti fermi c’è la salita al Santuario d’Oropa attraverso il sentiero del Gorgomoro e la visita alla tomba del ministro nel cimitero monumentale. Da valutare ancora se si valicherà il colle della Barma o la Mologna toccando così anche la valle Cervo e il rifugio Rivetti.

Rispetto per l’ambiente, sostenibilità, economia circolare sono temi di grande attualità a cui non ci si può sottrarre.  E attorno  a questi temi la Sezione di Biella del Club alpino, proprietario della struttura, la famiglia Favre di Ayas, arrivata alla sua seconda generazione alla gestione del rifugio, e i progettisti incaricati per studiarne l’ampliamento hanno immaginato e disegnato il “Quintino Sella” del futuro.  I lavori, ai 3585 metri del Felik, ai piedi dei Lyskamm, sulla dorsale del Monte Rosa che divide le valli di Gressoney e Ayas, sono iniziati da una settimana. Entro metà settembre la struttura in legno lamellare, realizzata dalla ditta trentina Xlam-Dolomiti, sarà montata e si procederà con la posa del tetto. L’ampliamento consente di unire il corpo rifugio con quello dei bagni ricavando una sala pranzo più ampia per evitare i doppi turni a cena e soprattutto permettere agli ospiti di non dover uscire di notte in caso di necessità di fruire dei servizi igienici.

Sotto al nuovo corpo saranno ricavate delle vasche per l’accumulo di una riserva idrica. “Ora l’acqua non era sufficiente per permettere il lavaggio delle stoviglie e i pasti venivano serviti nei piatti di plastica. A regime, si stima una riduzione dell’80% dell’uso dei questa materia”, dice il presidente del Cai Biella. I benefici per l’ambiente sono notevoli e immediatamente percepibili: si ridurranno anche i voli necessari all’approvvigionamento della plastica sia quelli per il suo smaltimento. “Sono convinto che il nuovo rifugio, che inaugureremo il prossimo anno — nell’estate a venire saranno ultimati i lavori di allestimento — sarà un vanto per i biellesi. Trovarsi al ‘Quintino Sella’ è un po’ come essere a casa, una sensazione in parte dovuta alla storia e in parte, almeno per me, alla dedica alla Madonna d’Oropa che, con la sua effige scolpita nelle pietra, dà il suo benvenuto ogni volta che si arriva dopo aver percorso i 900 metri di dislivello che lo separano dal Colle della Bettaforca”, aggiunge Zamperone che vede nel rifugio una sorta di extraterritorialità biellese in terra valdostana.

Il rifugio com’è attualmente. Sullo sfondo il Monte Rosa.

134 anni di storia. Nel 1884 moriva il fondatore del Club alpino italiano e presidente onorario della sezione di Biella Quintino Sella. Per ricordarlo l’assemblea dei soci del Cai Biella deliberava, nel dicembre dello stesso anno, la costruzione di una capanna ai piedi del Lyskamm. All’iniziativa si associava anche il Cai di Varallo. Il 15 agosto del 1885 la capanna “Quintino Sella” al Felik, che poteva ospitare 15 persone, veniva inaugurata. Nel 1907 avveniva il primo ampliamento. A stipulare il contratto per la nuova capanna (25 posti) sarebbe stato l’ingegner Gaudenzio Sella, nipote di Quintino e fondatore della banca di famiglia (Banca Sella). Nel frattempo la sezione di Varallo aveva rinunciato alla comproprietà. Nel 1924 si inaugurava un ulteriore ampliamento della struttura che portava la capacità ricettiva a 60 posti letto. La capanna del 1924, seppur con due spostamenti dovuti alle mutate condizioni ambientali, avrebbe svolto servizio fino al 1981. Il 29 agosto di quell’anno più di mille persone sarebbero convenute ai piedi dei Lyskamm per l’inaugurazione del nuovo rifugio (capienza 140 persone) voluto con forte determinazione dal presidente dell’epoca Luciano Chiappo. Negli anni ‘90 si sarebbero costruite le nuove cucine e il corpo bagni. Ora il Cai di Biella, con la famiglia Favre, alla seconda generazione alla gestione del rifugio, si appresta a scrivere una nuova pagina di storia. Parola d’ordine: sostenibilità ambientale. E così il vecchio “Quintino” saprà ancora essere al passo dei tempi nell’accogliere gli alpinisti che si cimentano sulle difficili vie del Rosa. Il rifugio “Quintino Sella” è una delle strutture più frequentate dagli alpinisti impegnati sulle vie del Monte Rosa quali quelle ai Lyskamm, al Polluce e al Castore. Moltissimi sono stranieri. Dal rifugio passa anche la celebre gara scialpinistica Trofeo Mezzalama che porta gli atleti da Cervinia a Gressoney.

Commenta la notizia.