L’estate degli irresponsabili

L’odissea delle Tre Cime è finita e resta negli annali di questa estate no limits. Grazie a un varco nelle nuvole, l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites di Bolzano si è potuto avvicinare alla Cima Ovest e ha recuperato il 2 settembre i due alpinisti catalani bloccati. Più in basso, dove la parete strapiomba, l’intervento sarebbe stato proibitivo. Vicino alla vetta, invece, la parete è interrotta da una cornice rocciosa. Il primo allarme al Soccorso Alpino di Auronzo era arrivato sabato 31 agosto sera dai genitori dell’uomo. Quando l’elicottero si è avvicinato, però, i due hanno segnalato di non avere bisogno di aiuto. Domenica sera è stato l’uomo in parete a chiedere aiuto. Lunedì mattina un’eliambulanza decollata da Treviso ha raggiunto la parete. Ma anche stavolta gli scalatori hanno rifiutato l’imbarco. Qualche ora dopo l’alpinista è andato nuovamente nel panico. Poi il suo telefono si è spento. Intanto si è scoperto che la coppia, pochi giorni prima, era già stata soccorsa su un’altra parete. Ora i due dovranno fare i conti con la possibile fattura da parte delle varie Usl. Secondo la delibera regionale del 6 settembre 2011 andare a recuperare persone illese in elicottero ha un costo di 90 euro al minuto, 120 se si tratta di stranieri. La fattura può raggiungere i 7.500 euro.

Stefano Ardito: troppi irresponsabili.

I commenti sui giornali non si sono fatti attendere. “E’ stata l’estate degli irresponsabili”, ha scritto Stefano Ardito sul Messaggero. Peccato che per recuperare quei soldi del soccorso ci vogliano buoni avvocati e molto tempo. “Svolgiamo un servizio pubblico, non demonizziamo chi pratica sport pericolosi, ma chiediamo agli appassionati di migliorare la loro preparazione rivolgendosi alle guide alpine o al Cai”, commenta Maurizio Dellantonio, presidente del Soccorso Alpino. Simbolo dell’impreparazione è stata un’altra tragedia. Gabriele Puccia, 27 anni, lombardo in vacanza sul Garda, è partito per un’escursione difficile da solo, e con calzature inadeguate. Quando si è reso conto di aver sbagliato, avrebbe potuto chiamare aiuto. Invece ha chiesto scusa sui social, ha tentato di proseguire ed è caduto.

Massimo Gramellini elogiato dal Cnsas.

Sull’argomento è intervenuto il 3 settembre Massimo Gramellini nella sua rubrica “Il caffè” sul Corriere della Sera. Parole da sottoscrivere. “Il narcisista”, spiega Gramellini, “fa parte della rete delle persone destinate a pagare il conto delle sue idiozie. Non è libero di andare a 200 all’ora contromano perché in caso di incidente sarà la comunità di cui fa parte ad addossarsene i costi in termini di carro-attrezzi, cure ospedaliere e, soprattutto, vite coinvolte. Per tacere degli effetti sugli affetti. A fare alzare in volo l’elicottero dei soccorritori (alle Tre Cime di Lavaredo, NdR) è stato l’allarme lanciato dalla madre di uno degli alpinisti, che non vedendolo tornare al rifugio, ha avuto un malore”. Ha ragione Gramellini: la scoperta di non essere soli al mondo può essere sconvolgente. Il giornalista si è così guadagnato l’encomio, merce rara per un rappresentante della stampa, del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. “Non siamo soliti criticare chi viene soccorso dai nostri tecnici”, è il testo fatto girare dal Cnsas in Facebook, “e nemmeno oggi punteremo il dito contro i due turisti che hanno rifiutato per diverse volte – in maniera incosciente – il nostro aiuto alle Tre Cime di Lavaredo. Vogliamo però offrire uno spunto di riflessione a tutti voi su quanto accaduto, ringraziando Massimo Gramellini che sulla prima pagina del Corriere della Sera ha rappresentato al meglio anche il nostro punto di vista”. 

Nel 2018, per concludere, gli interventi del Soccorso alpino sono stati 9.644, e nel 59% dei casi sono stati utilizzati elicotteri. Donne e uomini del Soccorso hanno investito 32.074 giornate di lavoro. Nel recente weekend di Ferragosto, si apprende salvo errori che gli interventi sono stati quasi 150. Ben 55 in Piemonte, 30 in Valle d’Aosta, molti anche sull’Appennino e sul Gran Sasso. Nel 2018, il 40% degli interventi ha riguardato gli onnipresenti escursionisti, e il 4% gli spericolati cercatori di funghi. Che si sia perso il senso del limite come ipotizza Massimiano Bucchi il 4 settembre sul Corriere del Trentino? (Ser)

One thought on “L’estate degli irresponsabili

  • 04/09/2019 at 17:17
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    Spero che qualcuno paghi. Sarebbe un freno per gli spacconi, per chi ha l’ansia di prestazione, gli esibizionisti, che in difficoltà, facendo il numero del soccorso alpino, tornano a valle volando gratis con l’elicottero.

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