Questi 20 anni di Medicina di montagna. Ad Arabba il XXI Convegno della SIMeM

Vent’anni di ricerche, incontri, dibattiti e confronti tra specialisti. Tema: le conoscenze mediche in alta quota. Per celebrare questo traguardo felicemente raggiunto la Società Italiana di medicina di montagna si ritrova sabato 28 settembre 2019 ad Arabba (BL), nelle Dolomiti: un’occasione per ricordare la sua fondazione, avvenuta in questa località nel 1999. Il convegno, oltre a fare il punto su alcuni aspetti dei primi vent’anni di vita della Società, sarà volto al futuro, con uno spazio giovani, l’esposizione e la discussione di alcuni casi clinici, dalla diagnosi alla terapia. Si farà il punto sul Lake Louise Score, un sistema di valutazione e autovalutazione dei sintomi del mal di montagna acuto, con la presentazione di una App per test di autovalutazione. La lezione magistrale sarà tenuta dal medico nepalese Buddha Basnyat, già presidente della Società Internazionale di Medicina di montagna, e riguarderà la medicina di montagna in Himalaya.

Oriana Pecchio

LE PRIME RICERCHE IN ALTA QUOTA. “In realtà la medicina di montagna italiana ha radici ben più lontane: basti ricordare che Angelo Mosso fu tra i maggiori scienziati che si siano interessati all’alta quota nella seconda metà dell’Ottocento”, osserva Oriana Pecchio che ha contribuito a fondare con altri tre medici la Società, entrando a far parte del Consiglio Direttivo e ricoprendo la carica di Presidente. “Mosso era stato spinto a studiare l’ipossia non solo per il suo grande amore per le montagne, ma anche profondamente colpito dalla tragedia dello Zenith, pallone aerostatico sul quale il 15 aprile 1875 morirono due dei tre aeronauti (Théodore Sivel e Joseph Croce-Spinelli) dopo una repentina salita a 8.600 m”.

“Mosso studiò la fisiologia dell’uomo sulle Alpi”, ricorda ancora la dottoressa Pecchio, “principalmente nei laboratori della capanna Regina Margherita posta a 4560 m sul Monte Rosa, e poi ai circa 3.000 m del Col d’Olen, nell’Istituto a lui intitolato. Nel 1918 i suoi successori, tra i quali Gino Galeotti, proprio all’Istituto Mosso verificavano l’idoneità dei piloti militari impegnati nell’ultima fase della Grande Guerra e non a caso a Mosso è intitolato l’Istituto di medicina legale dell’Aeronautica militare di Milano”.

IL CONTRIBUTO DEGLI STUDIOSI ITALIANI alla medicina di montagna è continuato nel corso degli anni e non si possono non ricordare i lavori di Rodolfo Margaria e poi dei suoi allievi Paolo Cerretelli e Pietro Enrico di Prampero dopo la spedizione Monzino all’Everest. Negli anni Ottanta nasceva la Commissione centrale medica all’interno del Club alpino italiano, volta a sistematizzare e aggiornare le conoscenze mediche sull’alta quota, sia dei residenti sia degli alpinisti, sul trattamento dei congelamenti e dell’assideramento. Compito della commissione è tuttora la divulgazione di una corretta informazione medico – sanitaria e l’organizzazione di conferenze, lezioni e corsi di formazione/aggiornamento relativi alle tematiche più importanti della Medicina di montagna. In questo si è da sempre affiancata al lavoro svolto a livello internazionale dalle commissioni mediche dell’UIAA e della Cisa-Ikar.

Nel 2015 il Convegno annuale si svolse a Courmayeur: al centro Oriana Pecchio, tra i fondatori della Società Italiana di Medicina di Montagna.

SI MOLTIPLICANO LE INIZIATIVE. Sempre a metà degli anni Ottanta nasceva anche la Società internazionale di medicina di montagna con finalità prettamente scientifiche e l’organizzazione di numerosi convegni internazionali. Negli anni Novanta, soprattutto per merito di Annalisa Cogo, Andrea Ponchia, Tito Berti e Corrado Angelini veniva istituito presso l’Università di Padova il Corso di perfezionamento in medicina di montagna, affiancato una decina di anni fa dal Master in medicina di montagna e dal master in medicina d’emergenza in montagna, dell’Università dell’Insubria in collaborazione con l’Istituto per la medicina d’emergenza in montagna, nato nel 2009 all’Eurac di Bolzano e diretto da Hermann Brugger.

LA SFIDA CONTINUA. E’ su questo fertile terreno che nel 1999 nasceva la Società Italiana di Medicina di Montagna (con acronimo SIMeM, si badi bene, perché l’acronimo SIMM apparteneva all’antecedente Società italiana di Medicina del Mare!). Nel 2001 Annalisa Cogo, tra i soci fondatori e primo presidente, in uno dei primi editoriali delle “News” della SIMeM scriveva: “Negli ultimi anni la medicina di montagna ha giustamente acquistato un ruolo forse meno romantico ma indubbiamente più scientifico, più rigoroso. Ed è in grado di dare risposte a molte domande. La sfida fisiologica e medica all’ipossia trova sempre nuovi obiettivi e continua con l’aiuto di una tecnologia in costante evoluzione. Uno dei più recenti campi d’interesse riguarda la salute delle persone che in alta quota si recano per lavoro”.

Buddha Besnyat

L’APPUNTAMENTO DI ARABBA (BL). La SIMeM è andata avanti in questo ventennio sia a livello di ricerca, sia a livello divulgativo. Sono nati progetti di ricerca condivisi, ambulatori di medicina di montagna per valutare e consigliare chi per sport, turismo o lavoro, si voglia recare in alta quota, si sono studiati e utilizzati strumenti telematici in applicazioni di telemedicina. Inoltre dal 2008 la SIMeM è presente con un appuntamento fisso al Festival di Trento per momenti divulgativi. Ad Arabba i lavori si apriranno con la tavola rotonda “dai primi passi alla società scientifica” moderata dalla dottoressa Oriana Pecchio cui seguirà la lectio magistralis del dottor Buddha Besnyat. La dottoresssa Lorenza Pratali, presidente della Società di Medicina di Montagna, riferirà su “score di rischio e malattie acute in alta quota”. Nel pomeriggio uno spazio sarà riservato ai giovani, moderatori la professoressa Annalisa Cogo e il dottor Giacomo Strapazzon. Per maggiori informazioni e iscrizioni al XXI Convegno Nazionale di Arabba http://www.societaitalianamedicinadimontagna.it/news/ e la pagina face book della Società italiana di medicina di montagna.

Il Convegno di Lucca nel 2016: da sinistra i medici Vittore Verratti, Lorenza Pratali (presidente attuale), Corrado Angelini, Paolo Cerretelli, Oswald Oelz e Guido Giardini.

 

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