Balconi per distratti, ci pensa l’Unesco

Una nuova colata di cemento minaccia le Dolomiti. E nei punti più incantevoli, dove la mano dell’uomo non ha prodotto ancora guasti irreparabili, dove intatto e alla portata di tutti i turisti è l’incanto dei Monti Pallidi. Con la benedizione dell’Unesco si moltiplicano infatti i  balconi di varie fogge come è recentemente avvenuto sul Mastlé a Santa Cristina di Val Gardena, nel parco naturale Puez-Odle (la foto in apertura è di Stefano Piva). Un’occasione, questa inaugurazione, per vedere sfilare su un’ipotetico tappeto rosso personalità come l’assessora provinciale alla tutela del paesaggio Maria Hochgruber Kuenzer, la direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco Marcella Morandini, il sindaco di Santa Cristina Moritz Demetz, il presidente dell’associazione turistica Ezio Prinoth, Elisabeth Berger dell’Ufficio Parchi e hi più ne ha più ne metta.

Il mondo è pieno di distratti, ma a chi è venuto in mente che solo con i balconi panoramici “si rendono visibili ai distratti le peculiarità che rendono così straordinarie le Dolomiti nei vari territori”? Ma chi l’ha detto? E con quali criteri la Fondazione Dolomiti Unesco annuncia per il suo decennale la realizzazione di una serie di balconi panoramici nelle aree interessate dal patrimonio mondiale, in Alto Adige, in Trentino e nelle provincie di Belluno, Pordenone e Udine? Siamo proprio sicuri che con la realizzazione dei balconi si punta a incrementare il grado di conoscenza sulle Dolomiti Unesco illustrandone la bellezza paesaggistica e l’importanza geologica e geomorfologica? Intanto si apprende dalla stampa locale che il primo balcone, situato sul Monte Specie/Strudelkopf, nel parco naturale di Fanes-Senes-Braies nel comune di Dobbiaco, è stato inaugurato nel 2015. Questo primo balcone panoramico, il cui prototipo era stato sviluppato dall’architetto David Messner assieme al padre, l’artista Franz Messner, è servito come progetto pilota per gli altri sette che, piaccia o non piaccia, sorgeranno in territorio altoatesino.

“La realizzazione di tutti gli altri balconi panoramici, anche nelle altre realtà territoriali, avverrà secondo questo standard”, annuncia trionfalmente Marcella Morandini segretaria della Fondazione Unesco. Accanto a quelli sul Monte Specie/ Strudelkopf e sul Mastlé, sono stati già realizzati balconi panoramici in Trentino, nel parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino a Tognola, e uno nel parco naturale Adamello-Brenta a Ritort. Nel Bellunese, invece, sono in fase di realizzazione tre balconi nelle località Nevegal, Monte Rite e Monte Agudo. “Strutture di acciaio e di pietre locali che possono anche essere decostruite”, annunciano i progettisti. Ma non sarebbe meglio soprassedere per evitare poi di doverle decostruire? (Ser)

 

Commenta la notizia.