Più piste, più impianti. Esplode il “caso” Serodoli

Dopo l’intervento contrario del presidente del Parco naturale Adamello Brenta Joseph Masè, divampa nel comprensorio sciistico di Madonna di Campiglio e Pinzolo il “caso” Serodoli. Una mobilitazione collettiva (vedere locandina) è in programma  sabato 28 settembre contro una tutt’altro che ipotetica infrastrutturazione dell’incantevole laghetto al cospetto delle Dolomiti di Brenta. Risulta peraltro che sia avvenuta di recente una riunione di impiantisti con alcuni sindaci e la Provincia per discutere, piaccia o non piaccia, del nuovo collegamento sciistico fra Campiglio e Val di Sole proprio attraverso Serodoli. Niente di nuovo però sotto il sole della splendida Val Rendena. Nella scorsa legislatura la proposta era stata respinta dall’ambientalismo unito del Trentino, guidato dalla SAT, dopo manifestazioni imponenti e raccolte di firme. Ora, con la nuova giunta a guida leghista, il collegamento torna d’attualità. E torna sui banchi del consiglio provinciale anche la questione dell’allargamento delle aree sciabili. Come se le piste di questo ricco e frequentato comprensorio non bastassero più, come se il riscaldamento globale non riguardasse anche quest’area dolomitica privilegiata.

“E’ triste”, scrive Luigi Casanova nel sito dell’associazione Mountain Wilderness di cui è presidente onorario, “dover leggere che il presidente di un Parco, lasciato solo dalla politica provinciale, nemmeno coinvolto nel confronto, che ha il coraggio di interpretare al meglio il suo mandato, mette in luce che l’obiettivo primario di un parco naturale è la conservazione dell’ambiente, il potenziamento della biodiversità, l’investimento in economie che non consumino ulteriore suolo libero e paesaggi. Va ricordato come proprio il Parco Adamello Brenta non viva di gloria eccelsa: proprio nella sede di tale parco l’ex presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, aveva dato il via libera al collegamento sciistico Pinzolo Campiglio, un collegamento distruttivo dal punto di vista paesaggistico che aveva un solo scopo: salvare dal fallimento, grazie a incredibili contributi pubblici, la società impiantistica di Pinzolo e la locale Cassa Rurale. Una offesa, una sfida di basso profilo, rimasta scolpita nelle memorie della nostra collettività”.

A chiedere spiegazioni alla giunta provinciale sulle prospettive di Serodoli è in questi giorni anche il gruppo della rete Futura. “Esattamente come nel 2014”, annuncia, “tornano alla ribalta idee di infrastrutturazione che vorrebbero saccheggiare ulteriori porzioni di territorio ad altissima valenza ambientale”. “Non è il numero di chilometri di piste da sci a fare la differenza”, ribadisce a sua volta il Movimento 5 Stelle che alla giunta chiede di “avviare tutte le misure di coinvolgimento della popolazione della Comunità delle Giudicarie, inclusi gli strumenti di progettazione partecipata sulle ipotesi di infrastrutturazione”, oltre che di “orientare lo sviluppo del turismo invernale secondo modalità rispettose dell’ambiente”.

Come si vede, il fronte ambientalista che sta sulle scatole a Jovanotti tanto da definirlo cortesemente “una fogna”, si presenta compatto e deciso a battersi. Nel dettaglio, Futura insiste per sapere anche il giudizio della giunta sull’ampliamento nelle zone finite nel mirino di Funivie Campiglio, “che cozzano in maniera diretta contro le previsioni del piano del Parco Adamello Brenta”. Infine, il gruppo chiede “quali accordi siano stati finora presi con le società funiviarie in merito all’ampliamento del demanio sciabile” e se la giunta sia consapevole “dei danni ambientali che questo ampliamento produrrebbe in un ecosistema così fragile e prezioso”.

“Per concludere”, osserva Casanova, “in questa stagione di evidenti cambiamenti climatici, in una situazione nella quale la montagna deve riconquistare i valori perduti, le sue identità più profonde, non c’è più spazio per ulteriori potenziamenti delle aree sciabili. La montagna del domani ha bisogno di altro: di qualità, di servizi essenziali rivolti a chi la abita e la coltiva, ha bisogno di aree protette che dimostrino di essere tali e ne portino vanto”. (Ser)

Sulla situazione nel Parco Adamello Brenta vedere sul sito di Mountain Wilderness il commento di Luigi Casanova.

A fronte di evidenti cambiamenti climatici, c’è ancora spazio per ulteriori potenziamenti delle aree sciabili?

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