Non nominate il Matterhorn invano

Non piace, a Zermatt, il nome “Matterhorn” dato dalle autorità inglesi al piano di rimpatrio dei turisti interessati dal fallimento dell’operatore viaggi britannico Thomas Cook in seguito alla bancarotta dello storico tour operator che ha “abbandonato” nei luoghi di vacanza 600.000 clienti. Secondo il governo di Londra il nome fa riferimento a un bombardamento della seconda guerra mondiale. In effetti l’operazione Matterhorn era il piano di bombardamento strategico di forze giapponesi con B-29 americani. L’ufficio del turismo di Zermatt teme che il nome ricordi direttamente la celebre cima alpina e che l’uso improprio possa danneggiarne l’immagine. “Il governo britannico sa senza dubbio che Matterhorn è un marchio internazionalmente protetto, un simbolo di vacanze tranquille e di qualità”, si legge in una nota in cui viene sottolineato come la località vallesana non abbia nulla a che fare con il dissesto di Thomas Cook. Hanno tutte le ragioni gli svizzeri per essere gelosi del loro brand: la ricerca della voce Matterhorn su Google offre in un anno 28.100.000 risultati. Un’enormità rispetto ai miserelli 11.800 del Monte Cervino! (Ser)

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