Prealpi lombarde tra incuria e abbandono

Incuria e abbandono nella fascia prealpina lombarda vengono denunciati nella newsletter settimanale di “Arcipelagomilano” in rete mercoledì 3 ottobre (https://www.arcipelagomilano.org/archives/53580?utm_source=Newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=20190210). L’articolo di Valentino Ballabio punta l’indice sulla “distanza pressoché incolmabile tra Stato e Regione da un lato e la polverizzazione in Comuni piccoli e piccolissimi dall’altro che crea un vuoto di attenzione e capacità d’intervento necessarie per contrastare in Lombardia il degrado paesaggistico e il rischio idro-geologico di parti importanti del territorio pre-montano. I pendii non protetti e i boschi incolti poi favoriscono inevitabilmente frane ed alluvioni, con conseguenze economiche e ambientali anche gravi. Questo degrado è anche all’origine di devastanti incendi come è stato più volte denunciato in MountCity. E che dire del “Sentiero del viandante” frequentato la domenica da festose comitive del Club Alpino Italiano che, come giustamente osserva Ballabio, appare oggi ammalorato in più punti e privo di periodica manutenzione? Eppure a caldeggiarlo era stato il “celeste” (e azzurro) governatore Formigoni.

Con tutti i problemi che assillano la città e il suo immediato contorno, si chiede ancora l’autore dell’articolo di cui volentieri MountCity raccomanda la lettura, che interesse può avere porre attenzione e riguardo per una realtà tutto sommato marginale, spesso abbandonata e trascurata dai suoi stessi abitanti autoctoni? E pure colonizzata da “seconde case” propagatesi a macchia d’olio oltre le vecchie ville liberty già vituperate da Carlo Emilio Gadda?

Particolare significativo. A Esino Lario, dalle parti del sentiero citato, portarono nel 2018 i loro trionfanti sorrisi, accanto al sindaco con la fascia tricolore, i massimi dirigenti della Regione, governatore in testa. Dando un solenne annuncio. La Regione Lombardia aveva approvato, il 12 gennaio 2018, la delibera relativa alla promozione dell’accordo di programma denominato “Itinerari tra lago e monti – passeggiando tra lago & monti nei comuni di Bellano, Lierna, Taceno, Varenna” che coinvolse varie associazioni: Wikimedia Italia, Wikimedia Svizzera, Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera e istituzioni della Lombardia. L’assessore precisò, salvo errori, che “con un gioco di squadra tra Regione ed enti locali, era partito un lavoro di valorizzazione delle ricchezze paesaggistiche”. Con tutto il rispetto per le buone intenzioni, il linguaggio era in sintonia con la campagna elettorale in corso e con il rilancio della giunta leghista. I risultati a quanto pare lasciano piuttosto a desiderare e sarebbe bello ricevere una smentita. (Ser)

Una veduta di Esino Lario e, in apertura, lo splendido e selvaggio Pialeral dominato dalle Grigne. E’ raggiungibile dal colle Balisio con un sentiero in pessime condizioni (ph. Serafin/MountCity)

One thought on “Prealpi lombarde tra incuria e abbandono

  • 08/10/2019 at 16:09
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    A proposito dell’articolo “Prealpi Lombarde tra incuria e abbandono” vi segnalo il devastante progetto previsto in alta valle Brembana, (BG) sul fiume Brembo, attualmente in fase di valutazione per l’impatto ambientale dalle autorità competenti della Provincia di Bergamo e riportato in prima pagina dall’Eco di Bergamo di sabato 5 ottobre, dal titolo “Guerra dell’acqua. la nuova centralina infiamma Moio. L’ennesima idro-centralina sul fiume Brembo. Progetto, di proprietà privata, che farà morire uno dei tratti più selvaggi e naturali ancora esistenti sul Brembo; un fiume già coperto di impianti idroelettrici, insignificanti in termini di energia prodotta ma devastanti in termini di impatto ambientale e turistico. Poi si parla di rilancio delle aree montane!
    Per far conoscere alla popolazione residente e agli amanti delle montagne Orobiche l’inaccettabile progetto (tranne i proprietari di terreni da espropriare nessuno era stato informato!!) e difendere la sempre più minacciata natura a ridosso delle Prealpi Orobiche, si è costituito il Comitato per lo sviluppo sostenibile dell’Alta Valle Brembana.
    Vorremmo che tutti conoscessero il grave impatto ambientale che si svilupperà con la perdita di 2,5 Km di fiume. Pensate che il progetto garantirà il deflusso minimo vitale di acqua…. pochi litri di acqua…in stagnanti pozze collegate tra loro da un residuo rigagnolo, cancellando le spumeggianti cascate oggi presenti tra grandi massi del Brembo. Spieghiamolo alle prime parti interessate, le trote fario (ricchezza del Brembo), ai caprioli, ai cervi, ai tassi, alle volpi e tutta l’ancora ricca fauna locale che si abbevera e per la quale molti appassionati di natura, osservazione, caccia fotografia, ecc. si fanno km di strada per poter entrare in una area ancora naturale. Ah, ma noi costruiremo i percorsi di risalita per le trote, precisano i progettisti …. orrendi manufatti, tanto per completare l’opera distruttrice di una zona naturale. Chissà la felicità delle trote…

    Il vostro articolo inizia con “Incuria e abbandono nella fascia prealpina lombarda vengono denunciati nella newsletter settimanale di “Arcipelagomilano” in rete mercoledì 3 ottobre.
    Ma aggiungo io, come si può pensare che le popolazioni delle aree prealpine e gli appassionati della montagna che le frequentano continuino a sostenere, anche economicamente, (si anche economicamente!) zone sempre più delicate, come la nostra, in presenza di interventi devastanti come quello descritto?

    Termino prendendo due passaggi dagli “ATTI del Convegno Pubblico su -IDROELETTRICO E MONTAGNA- del 16 giugno 2018, emessi dal Club Alpino Italiano – Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano –

    – Al capitolo ” Impatti ambientali del mini idroelettrico” si elencano in forma sintetica i principali impatti ambientali legati al mini idroelettrico e soprattutto alla catena di piccoli impianti…”.come è il nostro caso in Alta valle Brembana …. che generano una catena causale di alterazioni strutturali e funzionali irrecuperabili del corridoio stesso.

    .Alle conclusioni…..”Pertanto desta particolari preoccupazioni l’ulteriore sviluppo idroelettrico previsto dalla Strategia Energetica Nazionale 2017, per realizzare la quale occorrerebbe sacrificare gli ultimi liberi corsi di acqua montani, gioielli unici, di inestimabile valore ambientale, sia per le biocenosi ospitate, sia per il loro aspetto estetico e paesaggistico. Occorre poi considerare che i torrenti montani contribuiscono ad un richiamo turistico oggi indispensabile per l’economia delle popolazioni locali…..e tutto questo per un incremento produttivo idroelettrico prospettato di circa l’1%, quindi trascurabile, del carico totale dei fabbisogni elettrici italiani.”

    Il nostro Comitato per lo sviluppo sostenibile dell’Alta Valle Brembana si riunirà in una assemblea pubblica sabato 19 ottobre, alle ore 15, presso la sala Civica del comune di Isola di Fondra BG per discutere questi aspetti.

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