Battesimo a Sondrio. Nasce il Castello delle Storie di Montagna

Il medioevale castello di Masegra che domina da una rupe l’abitato di Sondrio ospita ora un museo “narrante”dedicato alla montagna. Inaugurato sabato 5 ottobre, è denominato CAST (il CAstello delle STorie di Montagna). La struttura, che il Comune ha acquisito dal Demanio, viene di fatto trasformata in un centro culturale dedicato alla montagna, con mostre, musei, centri di documentazione. Si è trattato di rivitalizzare un monumento molto interessante (contiene per esempio la Camera Picta, un salone con l’Orlando furioso raccontato in affreschi), ma finora poco considerato. Il castello è raggiungibile facilmente a piedi.

UN’IMPORTANTE OPPORTUNITA’. “Sondrio si connoterà sempre più come parte integrante di quella “macro-regione alpina” che rappresenta un’opportunità importante per le aree montane, e la collocazione di CAST a Castello Masegra non è casuale, perchè rientra in un più ampio progetto di ristrutturazione di un punto strategico per la città di Sondrio, in termini di promozione turistica e di volontà di valorizzare un patrimonio storico e culturale che ha tutte le carte in regola per aprirsi al futuro”, sottolinea Marco Scaramellini, sindaco della città.

UN PUBBLICO NUOVO. Giovanni Fosti, Presidente Fondazione Cariplo ci tiene a sua volta a sottolineare che “CAST avvicina le persone alla montagna, proponendosi anche di conquistare un pubblico nuovo, soprattutto giovane. La tecnologia, la capacità immersiva del museo, sono un potente strumento capace di affascinare e di trasferire l’esperienza e le emozioni che la montagna può donare, perché le persone si avvicinino poi concretamente alla montagna, frequentandola. CAST è un luogo fisico che custodisce, cura e valorizza oggetti della tradizione e delle cultura locale, ma al tempo stesso li proietta nel futuro. E’ questo doppio registro che devono avere le iniziative culturali oggi per stare al passo coi tempi, e realizzare quella che in Fondazione Cariplo chiamiamo capacità inclusiva, in grado di avvicinare un nuovo pubblico. L’offerta culturale per Fondazione Cariplo è un potente strumento di coesione sociale, è energia per la crescita personale di ciascuno e rappresenta un volano per l’economia di un territorio; obiettivi che si ritrovano nel museo che inauguriamo oggi. Amo la montagna, amo questi luoghi, perciò per me è davvero un piacere essere qui oggi, nel vedere realizzata un’opera in cui la Fondazione Cariplo ha creduto molto e da cui ci aspettiamo molto”.

L’ALLESTIMENTO ESPOSITIVO. Storie nate con la modernità, quelle degli uomini che hanno amato e affrontato la montagna e la natura selvaggia, vengono rievocate nell’allestimento espositivo curato da Marco Albino Ferrari attraverso videoproiezioni, schermi touch e dispositivi interattivi che portano dentro al museo il mondo esterno, eliminando idealmente il confine tra la città e la natura che, alle sue spalle, si fa Alpi… Perchè, come chiarisce Alessandra Baruta, direttrice del polo museale, “dieci secoli di storia ci guardano da Castello Masegra, dieci secoli in cui il colle è stato abitato da uomini, donne, famiglie, militari che hanno inconsapevolmente segnato anche il nostro destino”. Tre “A” accolgono i visitatori e li accompagnano attraverso mille narrazioni: la A di Arrampicata, la A di Alpinismo e la A di Ambiente.

Al nuovo Castello delle Storie si lega il libro fresco di stampa di Marco Albino Ferrari (Hoepli, 225 pagine, 22,90 euro)

UN LIBRO LEGATO AL MUSEO. “Il polo multimediale realizzato dal collettivo artistico Studio rappresenta una narrazione espositiva di come la montagna sia stata descritta e vissuta nel corso dei secoli, a partire dall’Illuminismo, quando venne finalmente scoperta come topos narrativo e terreno di sfida, e raccoglie una serie di testimonianze paradigmatiche del rapporto tra l’uomo, la storia, la cultura del suo tempo, e la verticalità”, spiega Marco Albino Ferrari, autore anche del volume “Nel Castello delle Storie” (Ulrico Hoepli Editore, Ottobre 2019), un libro-novità “indissolubilmente legato al nuovo museo perché rappresenta lo sviluppo ideale di quelle storie emblematiche che lo animano e lo rendono vivo. Protagonisti sono camminatori, alpinisti, scopritori di universi calati nelle loro avventure, ognuna delle quali permette di risalire al particolare clima che l’ha generata. A ritroso, lungo la linea del tempo, fino ad arrivare allo stupore da cui tutto ha avuto inizio. Si avrà così conferma, in fine, come scalare, o perdersi tra ghiacci e foreste, rientri a pieno titolo nella storia delle culture”.

SCHEGGE DI MONTAGNA. Il percorso è scandito da installazioni che celebrano i luoghi più significativi in cui si è scritta la storia di questa grande avventura sportiva. Una sala ospita un masso e tre monoliti che salgono da terra come “schegge di montagna”. Pietre granitiche, calcari e stalattiti di ghiaccio costituiscono le superfici di questi volumi protesi verso l’alto e invitano ad un primo approccio tattile e visivo con il terreno di gioco e di sfida dello scalatore. Dietro le “schegge”, monitor touch-screen restituiscono una visuale onnicomprensiva sulle montagne, le falesie, le cascate glaciali più importanti del mondo, evidenziando vie famose, tecniche di salita, passaggi celebri. Il tasto di navigazione “Per saperne di più” apre un secondo piano di approfondimenti, con descrizioni, racconti, ritratti di personaggi. A partire da gennaio, oltre al percorso espositivo permanente, CAST ospiterà mostre ed eventi a tema all’interno dell’ala Est.

Commenta la notizia.