Salvataggio per il Morteratsch. Niente requiem (per ora)

In Svizzera è stato presentato un progetto ambizioso e innovativo per salvare il Ghiacciaio del Morteratsch, nei Grigioni, uno degli esempi più frequentati dell’estinzione delle lingue di ghiaccio alpine. Il nuovo sistema si basa sullo sfruttamento delle stesse quantità d’acqua perdute a seguito dello scioglimento. Il progetto è stato promosso dal glaciologo Felix Keller. In pratica si tratta di riciclare l’acqua derivante dal disgelo e poi riconvertirla in neve. Questa infine verrebbe utilizzata per ricoprire il ghiacciaio. La trasformazione in neve avverrebbe senza ausilio di elettricità, ma tramite l’energia legata alla pressione esercitata in superficie dalla stessa acqua di disgelo. Il progetto costerà due milioni e mezzo di franchi. Metà degli oneri saranno assunti a quanto si apprende da Innosuisse, l’organismo nazionale per la promozione dell’innovazione. Se non ci sarà un’inversione di tendenza, gli esperti comunque prevedono che nel 2050 il ghiacciaio avrà lasciato il fondovalle e si troverà solo alle quote più elevate. Il vecchio agonizzante ghiacciaio negli ultimi 122 anni, come informa Daniela Pulvirenti nel suo prezioso libretto “Engadina. Val Bregaglia e Poschiavo” (Polaris, 2012), si è ritirato mediamente di 16,2 metri l’anno.(Ser)

Una serie di segnali indicano dove è arrivato il ghiacciaio Morteratsch anno per anno nella sua inesorabile ritirata. In apertura come si presenta oggi il ghiacciaio facilmente raggiungibile in Engadina dalla stazione del trenino rosso che da Pontresina sale al Bernina. (ph. Serafin/MountCity)

 

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