Sopravvivere in Alto Adige

Da qualche giorno le parole “Alto Adige” e “altoatesino” sono, come riportano i giornali, cancellate per legge. L’unica dizione in lingua italiana da utilizzare per indicare la terra di confine più a nord d’Italia risulta “Provincia di Bolzano”. Resta invariato il vocabolo in lingua tedesca “Suedtirol” ovvero Sudtirolo.  E’ quanto deciso dal Consiglio provinciale di Bolzano. Attenti dunque a come ci si esprime quando si scelgono per le vacanze queste terre tanto care agli amici della montagna. “In Alto Adige è molto facile commettere delle gaffe”, ribadiscono Luisa Righi e Stefan Wallish, marito e moglie, nel loro libro fresco di stampa “Sopravvivere in Alto Adige” (Folio editore, 96 pag. 10 euro). Un manuale di sopravvivenza lo definiscono gli autori, tra consigli e regole quasi tassative ma sempre improntate a una certa ironia.

Cade dunque a proposito questo vademecum destinato a turisti e forestieri, mentre sui provvedimenti del Consiglio provinciale di Bolzano si accende una vivace polemica. Il libro può in effetti aiutare a decodificare e apprezzare le tante sfaccettature del Sudtirolo. Ma il libro dei coniugi Wallish è pensato anche per gli autoctoni. “Con una sola mossa sbagliata”, spiegano gli autori, “si può correre il rischio di offendere il gruppo linguistico italiano o quello tedesco o addirittura entrambi”. Inezie, a prima vista. E tuttavia si raccomanda, all’ombra delle Dolomiti, di non utilizzare mai il coltello per mangiare i canederli, gravissima prova d’inciviltà.

I turisti che arrivano dal cuore dell’Europa dovranno a loro volta guardarsi bene dall’ordinare un cappuccino oltre l’orario di colazione, magari per accompagnare (orrore!) pizza o spaghetti. Se invece si chiede uno Spritz, è bene essere preparati: in provincia di Bolzano viene allungato con acqua minerale; per averne uno standard, bisogna ordinare un Veneziano. A proposito: in Alto Adige… pardon, in Sudtirolo, il posto auto delimitato da linee bianche risulta quello per i residenti. (Ser)

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