Devero tra battaglie, sogni e ricordi

L’incantevole Alpe Devero con le sue meraviglie e i suoi problemi spicca nel gran finale della rassegna “Milano Montagna”. Mountain Wilderness, che assieme ad altre associazioni ambientaliste e ad alcuni albergatori dell’Alpe, ha costituito nel 2017 il Comitato Tutela Devero per contrastare l’accordo territoriale “Avvicinare le Montagne”, annuncia la conferenza “Beni Comuni e Alpe Devero” dalle 14.15 alle 15 di domenica 20 ottobre presso la sala B di BASE, via Bergognone, 34, Milano. Intervengono Carlo Alberto Graziani, del Consiglio direttivo del Club Giuristi dell’Ambiente, promotore della proposta di legge di iniziativa popolare sui Beni Comuni, e Luca Mozzati, guida culturale e profondo conoscitore della legislazione ambientale dell’Alpe Devero e delle sue debolezze.

Tra i più accesi sostenitori della “naturalezza” dell’alpe nel cuore delle Lepontine, meta di turismo dolce, frequentata da famiglie, escursionisti, arrampicatori, alpinisti, fondisti, scialpinisti, ciaspolatori, naturalisti e fotografi, per un totale di 180.000 presenze annuali, è da tempo in prima linea Alberto Paleari, scrittore e guida alpina. Da non perdere sabato 19 alle 15.45 sempre a BASE Milano la presentazione della sua nuova guida dedicata con Erminio Ferrari alle cime dell’Ossola, Devero compreso. Nel nuovo volume “Ossola Quota 3000” di MonteRosa edizioni i due autori non solo raccontano le loro ascensioni ma riferiscono puntualmente sullo stato attuale della montagna che in cinquant’anni di frequentazione hanno visto cambiare giorno dopo giorno.

“L’Alpe Devero tra sogni e ricordi” è infine il titolo del nuovo omaggio di Paleari a questo amatissimo luogo del cuore. Edito da MonteRosa edizioni, il libro contiene il suo romanzo “La Casa della Contessa”, già uscito nella collana dei Licheni, e il memoir inedito di Mirella Tenderini “Gli anni del Devero”. Dal 1963 al 1968 infatti, assieme al marito e guida alpina Luciano, Mirella gestì il rifugio del CAI, che allora era situato nella Casa della Contessa. I suoi ricordi ci regalano uno spaccato dell’Alpe negli anni ‘60 e aprono una finestra sulle vite delle persone che allora lo frequentavano.

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