Il sillabario alpino di Corona e Righetto

Abituato a vederlo duettare in veste di guru con Bianca Belinguer su Raitre, quasi ci si dimentica che Mauro Corona è anche e soprattutto un abile scultore e uno scrittore spesso geniale che da anni sforna best seller, caso unico tra chi scrive di montagna. In buona posizione nelle classifiche dei più venduti è oggi anche il libro “il passo del vento” (Mondadori) scritto a quattro mani con Matteo Righetto, docente di Lettere e studioso di Letteratura Ambientale. Un sillabario alpino viene definito in copertina sullo sfondo seppiato di una serie di guglie frastagliate che emergono dalla nebbia. Si parte dalla “A” di abete e si chiude con “Z” di “zuppa” perché, spiega uno dei due autori, “un buon discorso dev’essere come la zuppa di montagna, fatto con ingredienti semplici, gustoso, genuino”. In mezzo, Mauro e Matteo disquisiscono animatamente su “baita”, “barba”, “disboscamento”, “orizzonte”, “volo” e su tantissime altre parole del citato sillabario.

A quanto si apprende, questo libro profumato di mugo è nato per caso durante una serata in un’osteria sulle Dolomiti, da una chiacchierata tra amici davanti a un bicchiere di vino. Righetto e Corona si confrontavano in quella circostanza su natura, letteratura, scrittori. Poi si sono messi a parlare di Goffredo Parise e Dino Buzzati e dei loro libri immortali. Proprio pensando ai Sillabari di Parise si è accesa una scintilla, complice si può supporre il buon vino. Analogamente ai sillabari di Parise che lo scrittore vicentino pubblicò sul Corriere della Sera nel corso degli anni ‘70, questi racconti di Corona e Righetto sono infatti ispirati dalle emozioni più comuni e autentiche che la montagna quasi sempre ispira a noi comuni mortali: amore, felicità, solitudine.

Superfluo aggiungere che nel libro l’accento cade puntualmente sulle montagne che i due autori hanno nel cuore e nel sangue. D’altronde, l’Italia è innervata di montagne ma, come nota sulla Stampa Enrico Brizzi, sembra accorgersene in modo saltuario. E oggi, innegabilmente, sembra accendersi – a giudicare dalle proposte di certe agenzie specializzate e di enti turistici avveduti – la passione per le opportunità della vita all’aria aperta, dalle passeggiate nei boschi ai cammini storici da percorrere a tappe. La speranza è che il trend duri a lungo e che ad alimentarlo siano buon libri come questo. Da non perdere assolutamente. (Ser)

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