Avere fame nel paese dello spreco

Dal 3,7% del 2008 al 12.5% del 2018: è la percentuale dei bambini italiani poveri, quelli che “non hanno i beni indispensabili per condurre una vita accettabile”. In cifre assolute, si parla di 1,2 milioni di minori: l’Italia, dove tra l’altro si nasce sempre meno, è un paese difficile anche per i giovanissimi. Le cifre e le statistiche pubblicate il 18 ottobre 2019 da Save the Children, del resto, corrispondono a quelle indicate, in Lombardia, da Fondazione Cariplo che nel 2018 ha lanciato QuBì, un programma pluriennale da 25 milioni di euro proprio per aiutare i 20 mila bambini milanesi che non hanno cibo e vestiti a sufficienza, vivono in case inadeguate, hanno bisogno di sostegno anche per andare a scuola e non abbandonarla.

Quello segnalato da Save the Children nell’atlante dell’infanzia curato da Giulio Cederna (https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/x-atlante-dellinfanzia-rischio-il-tempo-dei-bambini_2.pdf) è un record negativo tra i Paesi europei che ha visto un peggioramento negli anni più duri della crisi economica, tra il 2011 e il 2014, quando il tasso di povertà passa dal 5% al 10%. “In termini assoluti”, si legge al sito di Save the Children, “i numeri sono ancora più impressionanti: nel 2008 i minori in questa condizione erano circa 375mila, nel 2014 già sfioravano 1.200.000. Oggi sono 1,26 milioni (563mila nel Mezzogiorno, 508mila al Nord e 192mila al Centro). Una povertà che si manifesta nella mancanza di beni essenziali, lo stretto indispensabile per una vita dignitosa: un’alimentazione e un’abitazione adeguata. Sono circa 500.000 i bambini e ragazzi sotto il 15 anni (il 6% della popolazione di riferimento) che crescono in famiglie dove non si consumano regolarmente pasti proteici e 280.000 sono costretti ad un’alimentazione povera sia di proteine che di verdure. Nel 2018, 453.000 bambini di età inferiore ai 15 anni hanno beneficiato di pacchi alimentari. La povertà dei minori si riflette anche sulle difficili condizioni abitative in cui molti di loro sono costretti: in un paese in cui circa 2 milioni di appartamenti rimangono sfitti e inutilizzati, negli anni della crisi il 14% dei minori ha patito condizione di grave disagio abitativo.

A questi dati ha dato rilievo in un comunicato anche Coldiretti Lombardia, ricordando che sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea), la Lombardia è la terza regione per numero di bambini assistiti (quasi 51mila), alle spalle di Campania (quasi 70 mila) e Sicilia (più di 63mila).

Di fronte a questa situazione di difficoltà sono molti gli italiani attivi nella solidarietà a partire da Coldiretti e Campagna Amica che hanno lanciato l’iniziativa della “spesa sospesa”. Si tratta della possibilità di fare una donazione libera presso i banchi dei mercato di Campagna Amica per fare la spesa a favore dei più bisognosi. In pratica, si mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo.

Laura Guardini

Lombardia terza regione

per bambini senza cibo

Commenta la notizia.