Sci gratis per under 18. L’esempio della Francia

Fa discutere la proposta avanzata dal consigliere provinciale trentino del Pd Alessandro Olivi che consiste nell’offrire skipass gatuiti agli under 18. L’obiettivo è quello di incentivare gli sport della montagna e lo sci. Ma la gratuità, ha giustamente ribadito l’esponente Pd, non è l’obiettivo della proposta che ha un aspetto soprattutto culturale. “La realtà parla chiaro: i bambini a sciare non ci vanno più”, si legge nel sito Il Dolomiti. “E il calo dei bambini sulle piste non colpisce solo il Trentino ma è registrato, endemicamente, in tutta Italia”. Il problema è sempre più grave, spiegano i maestri di sci, e la proposta di agevolare gli skipass per i minori è condivisibile perché l’abbandono dei ragazzi della montagna è generale e non riguarda solo gli sport invernali. Un esempio? A Vermiglio, sugli impianti del Tonale, tutti i ragazzi del posto fino a 16 anni sciano gratis da 40 anni. Ma, fino al 2000, il 70% ritirava lo skipass, lo scorso anno questa percentuale si è ridotta al 30%.

La strada giusta sembra quindi quella di puntare sulla promozione di una (nuova) cultura della montagna, coinvolgendo in primis scuole e famiglie. E’ quanto sostiene l’Anef, l’Associazione nazionale esercenti funiviari. Il direttore, Eduard Martinelli spiega: “La strada più percorribile sarebbe quella di rapportarsi con gli istituti scolastici per sviluppare un percorso culturale a favore dello sci e della montagna con la partecipazione degli impiantisti, scuole di sci e docenti”.

L’esempio in questo caso non può che venire dalla Francia. Come viene riportato nel quaderno “La montagna fa scuola” dell’associazione “Quartieri tranquilli” presentato recentemente alla rassegna “Milano Montagna”, l’idea di far cambiare ambiente a una classe durante il periodo scolastico è nata a Parigi nel 1950. I primi a beneficiarne furono quell’anno gli alunni di una classe di una scuola pubblica primaria di Vanves (Ile-de-France) durante il soggiorno di una settimana a Praz-sur-Arly (alta Savoia). L’esperienza venne chiamata “classe de neige” (classe di neve) dal momento che i giovani possono scoprire la pratica degli sport invernali pur continuando la mattina a seguire le materie scolastiche tradizionali con i loro insegnanti.

A partire dal 1953 sotto l’impulso del medico Max Fourestier, l’Educazione nazionale diede il benestare perché altre scuole in Francia cominciassero a organizzarsi. Il costo del soggiorno, skipass compreso, che spesso ha luogo in un centro di vacanze, viene in parte coperto dal Comune di residenza e comunque contenuto entro limiti accettabili per le famiglie. Particolare interessante. La popolarità delle “classes de neige” in Francia ha ispirato nel 1998 il film “La classe de neige” di Claude Miller (in italiano “La settimana bianca”, dal romanzo di Claude Carrere), storia di un ragazzino di dieci anni solitario, oppresso dalla figura del padre, accolto con affabilità da un’insegnante e dal maestro di sci. Tutto questo viene spiegato nel citato “quaderno” dell’associazione milanese Quartieri tranquilli che esamina diversi aspetti dell’attuale outdoor education, oggi sempre più in sintonia con la necessità di rendere partecipi i ragazzi delle emergenze climatiche: e anche un riferimento ineludibile per risvegliare nei giovani, in forme sostenibili, l’interesse per l’ambiente non esclusa la pratica dello sci, discesa o fondo che sia. (Ser)

Qui e nell’immagine di apertura due aspetti nella giornata dei ragazzi impegnati in Francia nelle popolari “classes de neige” organizzate fin dagli anni Cinquanta.

Per saperne di più:

https://www.ildolomiti.it/societa/2019/sci-gratis-per-gli-under-18-no-al-ddl-olivi-la-gratuita-e-un-placebo-la-cura-va-cercata-altrove

http://www.mountcity.it/index.php/2019/10/09/un-quaderno-per-insegnare-la-montagna/

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