Premio Marcello Meroni 2019, i finalisti

Il Comitato organizzatore del Premio Marcello Meroni, arrivato quest’anno alla dodicesima edizione, comunica i nomi dei 24 finalisti che, per il contributo offerto alla montagna nel corso del 2019, concorrono all’assegnazione delle targhe per la cultura, l’alpinismo, l’ambiente e la solidarietà messe in palio dalla Scuola “Silvio Saglio” della Società Escursionisti Milanesi, sezione del Club Alpino Italiano. La consegna avviene il 22 novembre a Milano nell’aula magna dell’Università degli Studi in via Festa del Perdono. La serata è condotta da Luca Calzolari. Qui i finalisti disposti in ordine alfabetico. Sei risultano gli alpinisti che concorrono al premio fra i quali vanno segnalate le presenze di Simon Messner, figlio del celebre “re degli ottomila”, a sua volta alpinista provetto; e quella di Denis Urubko, il kazakho considerato uno dei più forti alpinisti himalayani. Nella categoria ambiente otto risultano le nomination. Infine sono sei le concorrenti che alla montagna hanno offerto il contributo della loro competenza e della grande passione per le vette che le anima.

Marcello Meroni, l’istruttore milanese a cui è dedicato il premio. In apertura la Ca’ Granda, già sede dell’Ospedale Maggiore e oggi dell’Università degli Studi, dove venerdì 22 novembre 2019 avviene la consegna dei riconoscimenti.

Luisa Aggio di Somma Lombardo (Varese) iniziò a frequentare la montagna quando andò in pensione. In breve fu ammaliata da un piccolo rifugio in Val Formazza e si lasciò coinvolgere per quasi un trentennio nella attività di gestione, ruolo assolto in modo esemplare.

Amare la montagna. Presso l’I.I.S. Istituto Istruzione Superiore Secondaria “Q. Sella” di Biella viene coltivato il progetto “Amare la montagna” grazie all’opera svolta da Daniela Azario. L’idea è di proporre agli studenti un’attività estiva inducendoli, tra l’altro, a prestare un’opera di ripristino dei sentieri. Tutto ciò con l’aiuto del CAI e del Panathlon.

Alfio Arzuffi detto Timilin viene considerato un custode della memoria delle Dolomiti friulane. Da anni si batte contro certi impianti di risalita particolarmente impattanti e contro il dilagante cattivo uso, a suo avviso, dell’immagine delle sue montagne.

Aldo Avogadri di Lovere (Bergamo) svolge con impegno l’attività di naturalista, animatore e insegnante. Da tempo fa parte dell’Associazione Amici del Museo e nel Museo Civico di Scienze Naturali della cittadina in cui vive.

Tarcisio Bellò nato a Marostica (Vicenza) nel 1962, bibliotecario, vanta un notevole curriculum alpinistico con salite invernali, cascate di ghiaccio, couloir, 4000, roccia e misto dal Bianco alle Dolomiti e diverse salite extraeuropee. In dieci anni di attività solidale ha collaborato in Himalaya al nascente Centro Cristina Castagna.

Giuliano Bressan, padovano, accademico del Cai, ha profuso un grande impegno sia nel campo della formazione, come Istruttore, sia in quello della ricerca della sicurezza nell’uso dei materiali alpinistici, fondando il Centro Studi Materiali e Tecniche del Club Alpino Italiano.

Ezio Cassina nato in Val Masino nel 1946, ha iniziato da piccolo a lavorare in valle aiutando il padre fornaio. Dopo il servizio militare negli alpini ha lavorato nelle cave di granito fino al 1980 quando è diventato gestore del rifugio Cesare Ponti al Disgrazia, ruolo assolto con passione e competenza fino a qualche anno fa.

La Delegazione Lariana del Soccorso alpino e la Stazione di Lecco svolgono da anni un ruolo chiave in questa attività avendo anche contribuito all’introduzione degli interventi notturni con l’elicottero in zone impervie.

Guglielmina Diolaiuti, milanese, ha realizzato un innovativo prodotto multimediale rendendo possibile a tutti la visita del Ghiacciaio dei Forni per conoscerne e osservarne gli effetti dei cambiamenti climatici.

Marcello Dondeynaz è l’anima del Gruppo di lavoro “Ripartire dalle Cime Bianche” formato da valligiani, proprietari, villeggianti e “amici” valdostani per la tutela dell’alta Val d’Ayas, in particolare del Vallone delle Cime Bianche minacciato da un nuovo collegamento funiviario tra la Val d’ Ayas e quella di Valtournanche.

Elena Ferreri ha dato un contributo ai borghi abbandonati di Castelmagno (attualmente solo 5 su 15 sono abitati) progettando un campo di volontariato da attivare presso il borgo di Croce, aperto a giovani da tutto il mondo.

Alessandro Filippini, giornalista milanese, cura ”Alpinisti e montagne”, documentatissimo blog della Gazzetta dello Sport. Anche grazie a una ricca pagina Facebook, il blog è un frequentato punto di riferimento nel campo dell’informazione sulla montagna.

Andrea Grava nato a Clusone (BG) nel 1985 vive a Darfo Boario Terme coltivando un profondo interesse per tutto ciò che riguarda il mondo artistico. Si occupa di didattica con i bambini e, nel tempo libero, della valorizzazione del territorio camuno grazie al progetto del “Cammino di Carlo Magno e Valeriana”.

Itinerari della Biodiversità. La Sezione CAI di Pavullo nel Frignano è candidata per l’impegno nel valorizzare il territorio con il progetto “Itinerari della Biodiversità” : un percorso che promuove l’agricoltura di montagna, i sentieri e le bellezze naturali, storiche e ambientali.

Simon Messner nato nel 1991, figlio di Reinhold, è laureato in biologia molecolare e pratica l’alpinismo a tutto tondo dedicandosi anche alla produzione di film assieme al padre. Vanta parecchie ripetizioni nelle Alpi, in Patagonia e nelle principali catene montuose mondiali. Recente è la prima salita della Muztagh Tower Black Tooth, 6718 m, aperta con Martin Sieberer il 26 luglio di quest’anno.

Paolo Molena, architetto milanese, organizza in veste di accompagnatore uscite di più giorni con i ragazzi a scopo educativo e didattico. E sempre rigorosamente con i mezzi pubblici. Tra le sue iniziative va annoverato il progetto “La montagna è la mia compagna di banco”.

Ivan Moscardi nato in Valcamonica, è dal 2008 Istruttore Nazionale di Alpinismo del Cai. Pratica un alpinismo esplorativo e non cessa di trasmettere esperienza e passione perché l’alpinismo classico continui a svilupparsi.

Soledad Nicolazzi è interprete e regista di “Marbleland”, spettacolo teatrale di denuncia contro lo sfruttamento, a causa dell’escavazione del marmo, di un territorio unico e irripetibile come le Alpi Apuane. Il monologo che ha rappresentato anche nella faggeta che circonda il rifugio Carrara è realizzato sulla base di oltre 80 ore di interviste a lavoratori del marmo.

Franco Polastro è candidato per l’impegno ventennale, come volontario nel Gruppo Montagna C.S.T. di Perosa Argentina e CAI Val Germanasca, nell’attività di Montagnaterapia. Frequenta la montagna con i ragazzi con disabilità intellettive, fisiche e sensoriali.

Giancarlo Sardini e Marina Loda, marito e moglie, sono impegnati da anni nel promuovere il lavoro delle guide Don Bosco en los Andes in Perù offrendo un lodevole esempio di dedizione.

Andrea Savonitto, guida alpina e gestore di rifugi, per tutti il Gigante, ha progettato importanti interventi di sviluppo alpinistico del territorio, realizzando in Lombardia aree di arrampicata o sviluppando reti escursionistiche su montagne dimenticate.

La Società Italiana di Medicina di Montagna, nata nel luglio del 1999 per opera dei soci fondatori Gege Agazzi, Annalisa Cogo, Oriana Pecchio e Andrea Ponchia, ha celebrato il suo ventennale mettendo in evidenza l’impegno speso nell’organizzare corsi, convegni e facendo formazione e prevenzione.

Luca Visentini, scrittore milanese, ha redatto una serie di pregevoli monografie delle Dolomiti per la casa editrice da lui  fondata portando nell’editoria di montagna uno stile nuovo e contenuti originali.

Denis Urubko nato in URSS nel 1973, laureato in pubblicistica, diventato kazakho per far parte dei gruppi d’alta montagna (ha poi optato per la cittadinanza polacca), è il quindicesimo uomo a salire tutti gli Ottomila e il nono a compiere l’impresa senza ossigeno. Durante le sue spedizioni in Himalaya si è di frequente prodigato in operazioni di soccorso in condizioni estreme.

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