Il futuro dello sci secondo il “mago” Cotelli

E’ stato una delle figure più importanti dello sci azzurro. Sotto la guida del valtellinese Mario Cotelli, che si è spento il 5 novembre 2019 all’età di 76 anni, nacquero i miti di Pierino Gros e Gustav Thoeni che portarono all’Italia cinque coppe del mondo, 6 medaglie olimpiche e 6 podi mondiali tra il 1970 e il 1978. Cotelli era malato da tempo per un’insufficienza renale che lo aveva costretto alla dialisi. Sotto la sua guida nacque il mito della “Valanga azzurra”, termine coniato dal giornalista Massimo Di Marco all’indomani del gigante di Berchtesgaden del 1974 quando cinque italiani chiusero la gara nelle prime cinque posizioni.

Come consulente turistico, Cotelli seppe offrire una disincantata analisi dell’evoluzione degli sport invernali dei quali intravvide prima di altri una fase calante legata non solo alle avversità climatiche. “Da una quarantina d’anni”, spiegò in uno dei suoi frequenti interventi in simposi sul turismo alpino, “la filosofia dello ski-total sta mostrando le sue pecche, soprattutto alla luce di una verità incontestabile: il solo sci è insufficiente a soddisfare le molteplici esigenze della domanda turistica invernale”. Ecco allora, nel futuribile scenario delineato da Cotelli, affacciarsi la concreta esigenza che ogni singola località vada inserita in un “sistema turistico” dall’offerta differenziata. Dove, a beneficio dei sempre più incontentabili vacanzieri, siano compresi ambiente naturale, cultura locale, arte, storia, artigianato, e quel termalismo dove si respira un’aria giovane e un po’ new age.

“Creare un’offerta differenziata è anche in imperativo imposto dai nuovi impianti ultraveloci”, osservò Cotelli. “Cinquemila metri di dislivello in tre ore sono ormai alla portata di tutti e possono bastare per accontentare anche i più scatenati sciatori. Il problema resta come riempire il tempo durante il soggiorno. Ma perché le idee si traducano in fatti occorre verificare la reale vocazione turistica dei residenti. Che devono accettare (e non sempre lo fanno) il sacrificio di lavorare la domenica e i limiti della stagionalità”. Considerazioni che continuano a fare testo per chi ha a cuore il destino del sempre più problematico turismo invernale. (Ser)

Un aspetto della valanga azzurra negli anni settanta con Gustav Thoeni, Piero Gros, Paolo De Chiesa e Fausto Radici. In apertura il commissario tecnico Mario Cotelli (1943-2019)

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