Quali limiti per la app del Soccorso

Sei alpinisti sono stati recuperati nel week end di Ognissanti dopo aver trascorso la notte con 15 gradi sotto zero a oltre tremila metri nella zona del Pian di Neve sull’Adamello. Contemporaneamente due fidanzati sono rimasti bloccati in vetta a 2600 metri sulla Cima dei Preti, fra le province di Pordenone e Belluno. In entrambe le situazioni e nonostante le pessime condizioni atmosferiche, la mobilitazione del Soccorso alpino è stata come di prammatica massiccia. Nel secondo caso con un problema in più: l’elicottero è stato bloccato dalla nebbia e ci sono volute ore di cammino per i venti soccorritori di Belluno e il drappello dei carabinieri di Cimolais. Un particolare suscita perplessità. Risulta che a indurre gli incauti ad affrontare la montagna in quelle (pessime, ripetiamo) condizioni sia stata anche (o soprattutto?) l’applicazione GeoresQ inserita nei cellulari, un’app promossa dal Cai e gestita dal Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CnSAS) al quale sono arrivate le richieste di aiuto.

Nessuna attenuante per gli incauti alpinisti. “Le previsioni del tempo sono sempre da valutare quando si va in montagna, se si vuole tornare a casa sani e salvi”, scrive in una nota il Cnsas lombardo. “Il buio, il vento, la neve sul terreno e il freddo cambiano completamente le condizioni e quindi il grado di rischio. È fondamentale fare sempre appello al buonsenso e alla coscienza per non mettere a rischio la propria vita e anche quella dei soccorritori”.

Un invito al buonsenso raccolto dalla Gazzetta del Veneto arriva anche dal mitico bellunese Fabio Bistrot “Rufus”, consigliere nazionale del Cnsas. “C’erano previsioni meteo esemplari per questo week end di Ognissanti, si sapeva che il tempo era brutto. Mi sento di ribadire un invito alla prudenza e al buonsenso, soprattutto se si manifesta un cambio repentino della stagione, già peraltro annunciato con largo anticipo dalla autorità”.

La domanda che ci si pone è dunque se l’utilizzo della app promossa dallo stesso Soccorso alpino nel quadro del progetto “Sicuri in montagna” non legittimi negli sprovveduti un comportamento troppo disinvolto. Quali garanzie vengono offerte da questa app? “GeoResQ”, si legge nel portale www.georesq.it, “è un servizio di geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste di soccorso dedicato a tutti i frequentatori della montagna ed agli amanti degli sport all’aria aperta. Il servizio gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) e promosso dal Club Alpino Italiano (Cai) consente di determinare la propria posizione geografica, di effettuare il tracciamento in tempo reale delle proprie escursioni, garantisce l’archiviazione dei propri percorsi sul portale dedicato, e in caso di necessità l’inoltro degli allarmi e delle richieste di soccorso attraverso la centrale operativa GeoResQ”.

Basta un click e dallo smartphone parte automaticamente la richiesta di soccorso con già indicate le coordinate di intervento. Ottima cosa. Tuttavia le perplessità rimangono. Con le nuove tecnologie è opinione degli esperti che scatti un particolare freno inibitore del buon senso. E che, comunque vadano le cose con la meteo, si “osi” più del necessario affidandosi al Grande Fratello che ti localizza. Ma è anche possibile che, quando si è circondati da tecnologia, non si sia più capaci di “sentire” l’ambiente e venga meno il nostro autocontrollo. Questo potrebbe essere successo nei due interventi di Ognissanti. Sarebbe interessante ottenere gentilmente dai tecnici una conferma. O una smentita. E magari, perché la sfida possa continuare (come si annuncia nella pubblicità qui a pie’ di pagina), sarebbe bello sapere se, da quando esiste questa app, il Soccorso alpino è stato allertato con maggiore o minore frequenza. (Ser)

3 thoughts on “Quali limiti per la app del Soccorso

  • 05/11/2019 at 23:20
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    Non credo che sia correttamente argomentabile così come non è corretto incolpare le cinture di sicurezza degli incidenti stradali … perché via via argomentando possiamo pensare anche che troppa sicurezza genera a sua volta rischio e quindi meno sicurezza … Se vado in montagna con il cattivo tempo sono solo un pirla e non un fiducioso e moderno utilizzatore di smartphone …

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  • 05/11/2019 at 18:12
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    Sino a quando IL SOCCORSO ALPINO E’ GRATUITO, GLI ESIBIZIONISTI CONTINUERANNO A FREGARSENE DELLA PREVISIONE METEO. APP o NON APP, so, che se faccio il numero del soccorso… mi verranno ad aiutare. Se poi c’è l’elicottero, ancora meglio, faccio un giro gratis e con pochi minuti atterro sano, salvo e contento.

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