Il campanello tibetano sul manubrio

In Giappone hanno avuto l’idea di usare come campanello per la bicicletta le campane degli altari buddisti, strumenti pieni di magia, che vengono suonate durante le preghiere per scacciare gli spiriti malvagi. Caratteristica peculiare: queste campane oltre a tranquillizzare chi le suona e chi le ascolta, sono caratterizzate da un timbro discreto. Altra caratteristica: costano un occhio della testa. “Un avviso, non un fastidio”, viene spiegato nella newsletter Bicitech del 3 ottobre 2019. Da tale newsletter, sempre informatissima, si apprende che Katsuaki Shirai, ingegnere giapponese, è il fortunato mortale che ha sviluppato l’idea rimpinguando così il proprio conto in banca.

Questo dispositivo, che sembra diventato molto trendy tra i pedalatori più raffinati, è battezzato Shirai Bell dal nome dell’inventore. Si basa su un martelletto di ebano che produce un suono giudicato paradisiaco. Il campanello viene prodotto su ordinazione e per il momento ne risultano disponibili due tipi, uno da 30.000 yen (254 €) e un altro da 50.000 yen (423€). Troppo costoso?

Intanto sarà bene che i ciclisti metropolitani da marciapiede e quelli vaganti per i boschi si muniscano di un ordinario campanello, oggetto diventato per molti misterioso. E soprattutto che lo usino per avvisare del loro arrivo i superstiti bipedi pedestri. Che hanno tutto il diritto di potersi scansare per tempo visto che camminare sui marciapiedi cittadini (ci si riferisce sopratutto a Milano) con tutti quei ciclisti incivili, quei tipi impettiti sui loro velocissimi monopattini e quei rider scatenati che sfrecciano con le pizze sulle spalle è diventato ormai un suicidio. (Ser)

Per saperne di più: http://shirai-bell.com/eng/

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