Ora di clima in classe, la scuola si aggiorna

Un problema più volte sollevato nei social, compreso questo sito, sta per essere risolto. L’anno prossimo lo studio dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile sarà obbligatorio nelle scuole italiane. L’annuncio arriva dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters. Il ministro ha spiegato che da settembre “tutte le scuole dedicheranno 33 ore all’anno, circa un’ora a settimana, alle questioni relative ai cambiamenti climatici”. Il problema è stato di recente prospettato nel “Quaderno” dell’associazione milanese “Quartieri tranquilli” dedicato alla montagna e la scuola realizzato con il contributo di Enel e presentato alla recente rassegna Milano Montagna. Quale il rapporto tra i cambiamenti climatici e il tempo che la scuola dedica a spiegarli? A quanto si è appreso, le linee guida per i licei e gli istituti tecnici includono da tempo i legami tra clima e attività umane. Tuttavia, si legge nel “Quaderno” citato, non viene fornita alcuna indicazione metodologica, né riferimento a contenuti specifici. Non è in alcun modo preso in esame, per fare un esempio, il ritiro dei ghiacciai, marker del surriscaldamento globale.

Il ministro Lorenzo Fieramonti (Reuters)

Finora gli insegnanti risulta che siano rimasti privi di un orientamento. Peraltro, non vi è stato finora alcun obbligo di trattare il surriscaldamento del clima che è all’origine, tra l’altro, delle devastazioni dei boschi nelle aree alpine del Trentino e del Bellunese. Ma c’è di peggio a quanto si legge nel “Quaderno” citato. Nei libri di testo le trasformazioni climatiche vengono trattate appena dal 4% del totale delle pagine e vi sono testi di Geografia che ignorano l’Antartide. Intanto a Mesagne in Puglia, poco più di 26 mila abitanti, è nata la prima “Climate change school” accreditata dalle Nazioni Unite prendendo spunto dalla “Harwood Education”, in Inghilterra, che promuove un pacchetto formativo accreditato dall’Onu per diventare Climate change teacher. Grazie a una partnership con l’Istituto per la formazione e la ricerca delle Nazioni Unite (Unitar), è stato realizzato un programma didattico sui cambiamenti climatici, con l’obiettivo di formare almeno un docente per ogni istituto. Il dirigente scolastico Aldo Guglielmi si è detto soddisfatto. “La speranza”, sostiene, “è di diventare un esempio per il territorio e un modello per gli altri istituti”.

Nel recente Quaderno di “Quartieri tranquilli” dedicato alla “montagna che fa scuola” viene sollevato il problema dell’”ora di clima” in classe.

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