“Sconsiderata mercificazione della montagna”. E Bodei insorse

Il filosofo Remo Bodei, scomparso il 7 novembre all’età di 81 anni, era un accademico raffinato e di grande prestigio, abituato a confrontarsi con i temi più specialistici e complessi. A lui si deve in buona parte il grande successo del Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo, di cui aveva presieduto il Comitato scientifico e per il quale si era molto impegnato. La sua competenza spaziava in molti altri settori del sapere, tra cui la musica, la poesia e l’estetica. Amava la montagna e volentieri aderì al Comitato etico scientifico di Mountain Wilderness facendosi partecipe delle battaglie del rinomato gruppo ambientalista. Particolare significativo. Il libro di Bodei “Paesaggi sublimi. Gli uomini davanti alla natura selvaggia” edito nel 2011 da Bompiani venne stampato per suo volere su carta certificata FSC che unisce fibre riciclate post-consumo a fibre vergini. E ciò con riferimento alla campagna “Scrittori per le foreste” promossa da Greenpeace.

Bodei notò nel libro citato che il nostro rapporto con la natura è completamente cambiato, travolto dalla modernità. Che cosa ne è in questo nuovo contesto delle antiche paure che i paesaggi incutevano? Siamo ancora capaci di avvertire, di fronte alla natura, il senso dei nostri limiti? Che cosa ci dicono oggi i paesaggi di noi e delle nostre debolezze? Bodei era convinto che, sebbene la diffusione del turismo di massa e lo scempio del paesaggio abbiano smussato il sentimento del sublime, sottraendogli parte di quegli ingredienti essenziali costituiti dall’incertezza e dalla paura, vi sono oggi fattori che ne favoriscono la rinascita. In quest’ottica aderì a un documento in cui MW manifestava motivate perplessità riguardo all’ammodernamento degli impianti funiviari presenti sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco.

In seguito il Comitato di MW di cui fece parte Bodei si espresse su un aspetto della campagna per promuovere tali impianti: la Rai, con l’appoggio della società che gestisce la nuova funivia Skyway, aveva deciso infatti di realizzare, tra le vette e i ghiacciai del Monte Bianco, una sorta di “Isola dei famosi” utilizzando il corpo delle guide di Courmayeur per condurre su scivoli ghiacciati, creste affilate e pareti rocciose un gruppo eterogeneo di personaggi noti al grande pubblico televisivo, ma del tutto digiuni di alpinismo. Contro questa “sconsiderata mercificazione spettacolare dell’alta montagna” (così venne definito il reality della Rai) si espressero nel documento diversi uomini di cultura. Bodei era accademico dei Lincei, autore riconosciuto a livello internazionale con la traduzione in diverse lingue delle sue opere principali. Oltre che a Pisa aveva insegnato alla University of California Los Angeles (Ucla). Aveva anche una notevole capacità di parlare al grande pubblico, soprattutto quando affrontava temi come la ricerca della felicità personale e i vincoli che condizionano le aspirazioni dell’individuo.

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