Il fondo azzurro perde la leggendaria Romanin

Fides Romanin (1935-2019)

Si comprò il primo paio di calzoni da sci con il ricavato dalla vendita di una cassa di alcolici vinta a una gara di qualificazione per partecipare, prima porta bandiera italiana, alle Olimpiadi del ’52, a Oslo. Prima gareggiava in gonna di pezza. A raccontarlo in FB è Andrea Savonitto, guida alpina, nipote di Fides Romanin, la sciatrice azzurra di fondo che se ne è andata il 23 ottobre a Forni Avoltri dove è nata. Avrebbe compiuto 85 anni il 12 novembre. Nel sito del Coni viene sottolineato come la sua stella abbia attraversato la storia dello sport azzurro, scrivendola in modo indelebile. “E continuerà a splendere per sempre”, si legge, “in nome di un primato che non si dimentica. Insieme con Ildegarda Taffra, Fides fu la prima donna italiana a partecipare a una gara olimpica dello sci di fondo”.

“È entrata nella leggenda italiana a cinque cerchi”, precisa il Coni, “grazie all’investitura ricevuta da Giulio Onesti nel 1952, quando venne scelta per sventolare il tricolore durante la cerimonia di apertura dei Giochi Invernali di Oslo, anticipando di qualche mese Miranda Cicognani, designata alfiere per l’edizione estiva di Helsinki”. La Romanin partecipò a due edizioni dei Giochi, ottenendo un 17/o posto nella 10 km a Oslo e un 31/o posto sulla stessa distanza, oltre a un 8/o posto nella staffetta, a Cortina 1956. Anche grazie a lei, lo sci di fondo conquistò migliaia di appassionati in Italia, in prevalenza maschi. Prima si credeva che fosse una specialità riservata in esclusiva a solidi vichinghi d’ambo i sessi. (Ser)

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