Caccia all’impresa assoluta. Il libro postumo di Nardi

E’ da martedì 19 novembre 2019 in libreria “La via perfetta. Nanga Parbat: sperone Mummery” (272 pagine, 17,50 euro), scritto da Daniele Nardi e portato a termine per Einaudi da Alessandra Carati su esplicita richiesta dello stesso alpinista. Il libro è il diario dell’impresa tentata l’inverno scorso sul Nanga Parbat: una scalata impossibile, che l’alpinista italiano voleva affrontare in invernale, attraverso il temibile sperone Mummery, nonostante i compagni avessero tentato di dissuaderlo. È proprio cercando di compiere l’impresa che Nardi è morto, con Tom Ballard. A dare l’annuncio dell’uscita del libro sono stati per primi, attraverso la pagina Facebook dell’alpinista laziale rimasta aperta, i familiari di Daniele. “Ci siamo. Martedì 19 novembre, per Einaudi Stile Libero, esce ‘La via perfetta’”, si legge nel post. “Non possiamo negare la nostra più profonda emozione nel farvi questo annuncio. Questo è quello che Daniele definiva ‘il mio libro’; ne era profondamente orgoglioso e, oggi, sarebbe molto emozionato. Ringraziamo Alessandra Carati per aver portato a termine questo sogno di Daniele”.

Nelle pagine del libro (qui sopra la copertina) emerge l’ossessione di Nardi per quella scalata. Molto più di un semplice sogno. “Un alpinista”, scrive, “è un esploratore, non resiste a una via di cui si è innamorato, non può sottrarsi al desiderio di tentarla. Perché la visione iniziale è diventata un’idea, e l’idea un progetto a cui pensa tutti i giorni e a cui dedica le sue energie migliori. Un’ossessione dolce e grandiosa. È impossibile abbandonarla prima di averla compiuta. La mia vita sarebbe zoppa, se non provassi di nuovo…”. C’è materiale in abbondanza  per misurare la temperatura di questa caccia all’impresa assoluta che per molti rappresenta l’alpinismo. E per giudicare se abbiano senso certe scalate da suicidio su vie vergini, in condizioni proibitive, quando fallire vuol dire restare con le proprie povere spoglie tra quegli ottomila orrendamente pieni di cadaveri ibernati fino alla fine dei tempi.

Purtroppo anche i resti di Daniele Nardi sono ancora là, a 5.900 metri sullo sperone Mummery del Nanga Parbat, in Pakistan, su una delle vie più pericolose di una tra le montagne più micidiali del pianeta. A pochi passi ci sono anche quelli del suo compagno di cordata Ballard di cui a sua volta è uscito di recente un libro scritto da Marco Berti, “Tom Ballard, il figlio della montagna” (Solferino, pp. 272, euro 18). Non è un caso che le grandi tragedie in montagna continuino a rappresentare per gli editori occasioni da non perdere per far quadrare i bilanci. (Ser)

Entusiasta, divorato dalla passione per l’alpinismo, Daniele Nardi vinse nel 2011 il Riconoscimento “Paolo Consiglio” del Club Alpino Italiano. Qui è con il compagno di scalate Roberto Delle Monache (a sinistra) e con l’ex presidente del Cai Roberto De Martin (ph. Serafin/MountCity).

One thought on “Caccia all’impresa assoluta. Il libro postumo di Nardi

  • 20/11/2019 at 09:13
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    Sarà stato un caso, ma anche i DUE LIBRI SEMBRANO AMICI… La via perfetta. Nanga Parbat: sperone Mummery” (272 pagine, 17,50 euro), scritto da Daniele Nardi e portato a termine per Einaudi da Alessandra Carati
    2- Marco Berti, “Tom Ballard, il figlio della montagna” (Solferino, pp. 272, euro 18).
    C’è solo una piccola differenza sul prezzo… 50 centesimi!

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