Dolomiti e Unesco sotto esame a Ca’ Foscari

Il 26 giugno del 2009 l’Unesco riconosceva le Dolomiti come patrimonio mondiale “per il loro valore estetico, paesaggistico e per l’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico”. Sono passati dieci anni ed è tempo di bilanci. E anche di critiche. Una delle più accese riguarda il riconoscimento che, secondo i protezionisti sudtirolesi (Dachverband) e l’associazione Mountain Wilderness, si è tramutato in uno strumento di puro marketing. Esempi negativi sono il consumo del suolo e l’infrastrutturazione. Diversi Comuni hanno avallato manifestazioni in quota di veicoli quad e autorizzato voli turistici in elicottero sia d’inverno che d’estate. Sono stati portati in alta quota mezzi motorizzati solo per fare degli spot pubblicitari. Un bilancio decisamente negativo quindi secondo comitati locali e associazioni ambientaliste che martedì 17 dicembre 2019 alle ore 11 presso l’Università Ca’ Foscari (Ca’ Dolfin Dorsoduro 3825/e – 30123 Venezia) presentano alla stampa un dossier da consegnare a Parigi alla sede dell’Unesco.

Il documento, suddiviso in nove capitoli, ripercorre la storia del successo di Siviglia del 26 giugno 2009 con l’approvazione del patrocinio.Una storia iniziata da Mountain Wilderness, Legambiente e SOS Dolomites nel 1993 a Cortina, un impegno durato 26 anni teso alla conservazione di uno dei più importanti siti naturalistici e paesaggistici del mondo. Dal dire al fare c’è stato però di mezzo il mare. Aree sciabili, recupero dei paesaggi, gestione della mobilità e degli accessi in zone delicate (passi dolomitici, mobilità pubblica, ferrovie, accessi in zone fragili, parcheggi in quota), fauna selvatica, alpeggi e selvicoltura, manifestazioni turistiche e sportive aggressive, eliturismo sono tutti temi su cui si è rivelato vano ogni tentativo di dialogo. “La Fondazione”, spiega Franco Tessadri, presidente di MW, “sembra impegnarsi in un unico settore: la promozione di manifestazioni che abbiano un immediato ritorno di promozione turistica evitando di affrontare la complessità di quanto Unesco ha richiesto fin dall’accettazione della candidatura nel 2009 e ha poi ribadito nel dettaglio con la visita commissariale del 2011”.

Le Associazioni unite (oltre a MW, Legambiente, Italia Nostra, Lipu, Pro Natura e WWF) chiedono alla Fondazione Dolomiti Unesco e ai soci fondatori, Regioni e Province autonome, di riprendere le fila del progetto cominciando fin da subito a rendere esigibile quanto sottoscritto nel piano di gestione, rispettandone la tempistica e mantenendo coerenza con la conservazione dei beni nelle scelte dello sviluppo dei diversi territori. “Nulla da ridire sulla gestione operativa della Fondazione, perché ha fatto tutto il possibile per concretizzare lo spirito di noi fondatori. Ma la politica e le istituzioni hanno solo interpretato sul piano della ricaduta commerciale un riconoscimento che invece è di tutt’altro segno”, ha sottolineato Luigi Casanova, voce storica di Mountain Wilderness di cui è presidente onorario, in un’intervista pubblicata il 22 giugno 2019 dal Corriere delle Alpi.

In apertura l’aula magna Silvio Trentin di Ca’ Foscari a Venezia dove martedì 17 dicembre 2019 viene presentato da sei associazioni ambientaliste (qui sopra i loghi) un dossier sui dieci anni della Fondazione Unesco.

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