Un parco nel guano

L’aumento incontrollato della fauna selvatica in Italia è indubbiamente un tema di attualità. Secondo Coldiretti, ogni anno si contano in tutto il Paese 200 milioni di euro di danni all’agricoltura dovuti alla fauna selvatica. Un esempio? A quanto informa Il Sole 24 Ore del 26 novembre 2019, nell’area tutt’intorno al Parco nazionale del Gargano, in Puglia, gli uccelli migratori arrivano a stormi di migliaia dopo aver fatto sosta nelle città (la foto è stata scattata a porta Magenta, nel centro di Milano). Tutti uccelli selvatici: spogliano gli ulivi centenari, lasciano gli olivicoltori con il raccolto dimezzato, ma soprattutto sembra che abbiano provocato gravi danni gli allevatori di bufale della zona, quelli che producono le mozzarelle. Gli uccelli sottraggono infatti il mangime ai bovini, e se gli animali mangiano di meno producono meno latte…

A quanto si apprende dal giornale della Confindustria, per conto di una di queste imprese agricole il professor Orazio La Marca, dell’Università di Firenze, ha recentemente fatto una perizia: per un’azienda che alleva 400 capi, il calo della produzione di latte per colpa degli stormi arriva a causare anche 50 mila euro di danni economici. “Senza contare”, prosegue il professore, “che lo sterco degli uccelli si mescola al mangime delle bufale e quando viene ingerito provoca aborti oppure porta la tubercolosi”.

Per legge, i capi infetti vanno abbattuti. Insomma, per gli allevatori pugliesi ormai è guerra aperta. Ma non solo contro gli stormi selvatici: ci sono i cinghiali, che ormai sono arrivati a pesare 1,3 quintali, più dei maiali. Tutta colpa del Parco Nazionale del Gargano, dicono i contadini, perché è stato proprio l’ente ad aver reintrodotto nell’area questi animali selvatici. Poi la situazione sembra scappata di mano. A quanto si apprende, 500 tra allevatori e viticoltori della zona si sono riuniti in associazione con l’intenzione di intraprendere un’azione congiunta contro l’ente parco e la Regione Puglia, rei di non farsi carico del problema. Già, ma quali potrebbero essere i provvedimenti da prendere? Come indurre gli uccelli migratori a cambiare rotta e deporre il loro poco benefico guano da qualche altra parte? (Ser)

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