Itinerari “d’acqua” nelle Valli di Lanzo

“Valorizzare le acque che scorrono e caratterizzano i paesaggi delle Valli di Lanzo, con specifico riferimento a una maggiore conoscenza, salvaguardia e protezione della risorsa idrica” è il tema a cui si dedica, da oltre un anno, la Società Storica delle Valli di Lanzo, grazie alla condivisione e al sostegno dell’Autorità d’ambito n. 3 Torinese e alla collaborazione di “Oculus Digitale”, un’associazione che si occupa di progetti fotografici. Il progetto è stato illustrato alla stampa il 13 dicembre 2019 nella Sala Consiglieri di Palazzo Cisterna: l’incontro è stato l’occasione per illustrare le caratteristiche e i tempi delle diverse fasi di attuazione. “Àiva. Segni d’acqua nelle Valli di Lanzo”, come informa un comunicato stampa, è difatti un articolato piano di lavoro curato da Aldo Audisio e Laura Gallo, rispettivamente presidente onorario e vicepresidente della Società Storica, alla scoperta dei “segni” lasciati dell’acqua, àiva, in francoprovenzale.

La Società Storica delle Valli di Lanzo non è nuova a iniziative di ricerca territoriale: con l’intento di andare oltre alla storicizzazione, dedica molta attenzione anche al contesto contemporaneo delle Valli, come dimostrano recenti pubblicazioni e mostre, frutto di percorsi articolati, come quello svolto a Usseglio dal fotografo Enzo Isaia, guidato da Bruno Guglielmotto-Ravet, iniziato, nel 2008, con “Crescere a Usseglio”, dedicato ai ragazzi, proseguito nel 2012 e 2014 con i ritratti dei “vecchi” e degli adulti intenti nei loro mestieri. Tra il 2018 e il 2019 le fotografie di Giorgio Cravero hanno invece restituito il castello di Mezzenile prima del suo restauro e le stazioni della ferrovia Lanzo-Ceres.

La presentazione del progetto della Società Storica delle Valli di Lanzo nella Sala Consiglieri di Palazzo Cisterna.

Il progetto “Àiva. Segni d’acqua nelle Valli di Lanzo”, anche se sviluppato in più voci, è riconducibile a due linee guida: la documentazione di quanto offre oggi il territorio, resa attraverso il reportage fotografico, gli itinerari, l’esposizione, grazie anche ai momenti di presentazione e diffusione dell’iniziativa e al workshop fotografico realizzato con gli studenti, e la ricerca sintesi del progetto, condensata nel catalogo che sarà edito della Società Storica delle Valli di Lanzo, il 144° della collana editoriale.

Il libro, introdotto dalle presentazioni istituzionali di Michele Vietti e Loredana Devietti Goggia, rispettivamente presidenti della Società Storica e di ATO3, e da un contributo dei curatori Aldo Audisio e Laura Gallo, si aprirà con un testo di Giannetto Massazza, direttore di ATO3, con considerazioni che appaiono in questo periodo storico più che mai attuali, richiamando l’attenzione sull’importanza della risorsa idrica non solo nelle aree montane ma anche nei territori circostanti. Le Valli sono state percorse alla ricerca delle più significative presenze e dei più interessanti segni delle acque, senza escludere l’opera dell’uomo e il contesto antropologico, che sarà messo a fuoco, attraverso la riscoperta di tradizioni e testimonianze, da Piercarlo Grimaldi, antropologo e accademico, e da Ezio Sesia, attento studioso di queste aree. Delle immagini delle acque, infine, si occuperà Barbara Bergaglio, docente e storico della fotografia.

Gli scatti pubblicati sono stati realizzati dall’associazione torinese di fotografi “Oculus Digitale”, nel corso di una campagna di riprese, da poco conclusa, con un impegno durato più di un anno, percorrendo oltre 1500 chilometri di strade, nella Val Grande e nelle Valli d’Ala, di Viù e del Tesso, inerpicandosi su mulattiere e sentieri. Il risultato del reportage condotto da 14 fotografi – Enrico Barale, Piervincenzo Bondonio, Maria Bufano, Luigi Casavecchia, Alberto Dagna, Alberto Dumassi, Pierangelo Gambotto, Aurora Intile, Andrea Maina, Federico Moschietto, Alessandro Pereno, Maurizio Rosati, Giuseppe Scrima, Giuliana Vittonetto, coordinati da Andrea Maina – sono 80 stampe, tutte rigorosamente in bianco e nero, selezionate tra le migliaia di immagini prodotte. Questa sezione del libro, che rispecchierà puntualmente la mostra, sarà accompagnata da un contributo critico a cura di Marino Ravani, docente di fotografia e fotografo. Alle immagini è dunque affidato il compito non solo di documentare i luoghi, ma anche di restituire i “segni” delle acque attraverso la poesia e la bellezza dei riflessi, delle trasparenze, dei chiaroscuri e della sintesi compositiva propria della fotografia.

L’intento del progetto, nel suo insieme, asseconda uno dei più importanti scopi della Società Storica delle Valli di Lanzo: la valorizzazione del territorio, attraverso una sua sempre maggiore conoscenza. Con questo scopo, a corredo del libro, sono sviluppati da Ezio Sesia itinerari “d’acqua” che toccano l’intero territorio delle Valli di Lanzo, offrendo una serie di suggerimenti per camminate ed escursioni alla ricerca della nostra storia e della bellezza del paesaggio sulle tracce di torrenti, cascate, rogge, fontane e borgate.

Con la stessa finalità la Società ha coinvolto nel progetto anche i giovani, guidando un gruppo di studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Giulio Natta di Rivoli, dell’indirizzo di Grafica e Comunicazione, in un workshop fotografico articolato in due uscite, una a Balme, in Valle d’Ala, e l’altra a Pessinea, in Valle di Viù. I ragazzi, che durante le due giornate hanno lavorato fianco a fianco ai fotografi di “Oculus Digitale”, si sono confrontati con la montagna e l’acqua, realizzando centinaia di scatti tra cui sono state selezionate alcune fotografie che correderanno la mostra.

L’esposizione delle immagini di “Àiva. Segni d’acqua nelle Valli di Lanzo”, sarà il momento di presentazione a un pubblico diversificato di questo lungo lavoro, rivolto sia agli amanti del territorio sia agli estimatori della fotografia. La mostra, che offrirà un’ottima visibilità al progetto, verrà presentata con un’anteprima a Braşov, in Romania, nel mese di febbraio 2020, in occasione dell’Alpin Film Festival, cui seguirà una tappa a Torino, in primavera, in una prestigiosa collocazione in corso di definizione. L’allestimento nelle Valli di Lanzo troverà spazio in estate al Castello Francesetti a Mezzenile, concludendosi, infine, a Ciriè, nella sede aulica comunale di Palazzo D’Oria.

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